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ABBASSO IL VOTO LIBERO!

Max Salini è uno dei candidati al Parlamento europeo nelle elezioni del 26 maggio prossimo. Lombardo concreto e intelligente, già eletto con Forza Italia e con il Partito Popolare Europeo nella precedente legislatura europea.
No, scusate, questo non è un messaggio elettorale; non appena questo, perlomeno (anche se, in questo stesso blog, Salini è il nome proposto da votare per il Nord Ovest).
Ascoltandolo parlare l’altra sera mi ha convinto la sua ferma opposizione al c.d. “free vote”.
Generalmente i vari partiti danno delle indicazioni di voto ai loro componenti per consentire una linea comune e per aiutarli nelle centinaia di materie, anche molto specifiche, che vengono affrontate.
Da qualche tempo – sia a causa dell’alleanza del PPE con i socialisti (necessaria per superare il 51%, ma che in questa prossima legislatura potrebbe spostarsi verso i conservatori, “abbandonando” i socialisti ai Verdi e all’estrema sinistra), sia per posizioni diversificate soprattutto con gli esponenti popolari dei Paesi nordici (Finlandia n’company) – il Partito Popolare ha deciso di fare un passo indietro e di lasciare “libertà di coscienza” su quei temi in cui la “coscienza” è più in gioco: l’aborto, i diritti, il fine vita.
Si tratta appunto del free vote, del voto libero. Che però proprio libero non è; perché svuota il ruolo del partito e lascia i suoi rappresentanti molto soli. Il PPE, infatti, è un gruppo cristiano, popolare e liberale e ha nella sua mission il riconoscimento dei valori giudaico-cristiani. E giustamente Salini fa notare come la sua libertà, come quella di ciascuno di noi, sia valorizzata e resa veramente libera da una proposta chiara, a cui dire sì o no. Mentre il diventare troppo di “bocca buona” sui temi fondanti, poi incide anche sul modo di trattare tutto il resto: l’economia, l’industria, le infrastrutture, la politica fiscale.
È una cosa strana – oggi – detta da un politico; il riconoscimento di aver bisogno di una comunità (anche nella forma di un partito) per svolgere bene il suo lavoro, seppur nelle differenze, nelle discussioni, nelle critiche e nelle opposizioni interne. Uno che viene da un popolo e che, nella forza della sua origine, prova a custodire e ad incidere nella “casa” in cui abita (Forza Italia e il PPE).
Per questo sono grata che anche gli amici de La Spigola ci abbiano fatto chiare proposte di voto.
Il 26 maggio sulla scheda grigia scriverò Salini e invito tutti a fare lo stesso.

Sirenetta