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ACCORDO VATICANO-CINA: UN PASSO PER LA LIBERTA’ DELLA CHIESA

Con uno scarno comunicato Vaticano e Cina hanno annunciato ieri la firma di un Accordo Provvisorio; come dice il testo esso: “frutto di un graduale e reciproco avvicinamento, viene stipulato dopo un lungo percorso di ponderata trattativa e prevede valutazioni periodiche circa la sua attuazione. Esso tratta della nomina dei Vescovi, questione di grande rilievo per la vita della Chiesa, e crea le condizioni per una più ampia collaborazione a livello bilaterale. È auspicio condiviso che tale intesa favorisca un fecondo e lungimirante percorso di dialogo istituzionale e contribuisca positivamente alla vita della Chiesa cattolica in Cina, al bene del Popolo cinese e alla pace nel mondo”.

Pur se provvisorio è un passo importante: com’è noto coesistono in Cina due Chiese: una è quella “patriottica”, controllata dal Governo cinese; l’altra è quella da sempre fedele a Roma e in molti casi perseguitata. Roma non riconosceva i Vescovi della Chiesa patriottica, il Governo cinese non riconosceva quelli fedeli a Roma, alcuni dei quali sono in prigione.

L’accordo prevede che il Vaticano riconosca la validità delle designazioni fatte con l’intervento della Chiesa patriottica, ma il Governo accetta che la nomina dei Vescovi spetti formalmente al Papa, che si pensa possa esprimere il suo gradimento o meno.

Certo restano da verificare molti dettagli – su tutti la delicata situazione dei Vescovi fedeli a Roma, ed è sperabile che siano riconosciuti e resi liberi -, ma la ricostituzione dell’unità fra i cristiani e il ristabilimento della successione apostolica è di grande importanza.

Come sempre nella storia la Chiesa ha a cuore soprattutto la sua missione nel mondo e per questo non ha paura dei condizionamenti della storia e perfino di quelli del potere politico; salvo il rispetto della libertas Ecclesiae e della libertà di coscienza dei fedeli è disposta a compromessi e anche a cedere qualcosa, come in questo caso.

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