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Chi apre una scuola…

“Chi apre una scuola chiude un carcere”. Non amo gli aforismi, però è innegabile che una società progredisce nella misura in cui ha a cuore la crescita culturale e umana delle nuove generazioni.
Alcuni miei amici si occupano di formazione professionale da oltre dieci anni. Nella sostanza, preparano al lavoro ragazzi che non riescono, non vogliono, non possono andare a scuola ma che sono dotati di una buona dose di intelligenza pratica. Nel 2007 il ministro Moratti abilitò la formazione professionale all’assolvimento dell’obbligo scolastico. Da allora i miei amici hanno insegnato un mestiere – e con esso un più adeguato rapporto con la realtà – a circa un centinaio di ragazzi, i più bravi dei quali hanno iniziato a lavorare subito dopo aver conseguito la qualifica.
Qual è il problema, allora?
Che quest’anno – come ogni anno – politici e burocrati dormono e, nonostante tutte le scuole siano aperte da settimane, i ragazzi preiscritti a corsi di obbligo sono ancora a casa, dato che nessuno in Regione ha avuto il tempo di stilare bilanci e pubblicare bandi.
Che quest’anno – più che ogni altro anno – nella nostra Regione si è deciso di ridurre i fondi destinati all’obbligo per spostarli su soggetti che, forse, hanno un peso politico maggiore.
“Chi apre una scuola chiude un carcere”, scriveva Victor Hugo e forse non aveva tutti i torti se in una Nazione in cui tutto è più importante dell’istruzione le carceri strabordano (e il sistema carcerario è tra i peggiori d’Europa, ma questa è ancora un’altra storia…)!

Alice