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Assassinio a Brunswick Gardens

Anne Perry, inglese ora ottantenne, dopo multiformi esperienze lavorative in giro per il mondo negli anni ’70 inizia a scrivere romanzi storici. Il 1979 segna l’esordio dell’ispettore Thomas Pitt con storie ambientate nella Londra vittoriana di fine ‘800. Il romanzo in oggetto, scritto nel 1998, ci racconta le indagini di Pitt, ora sovrintendente, sulla morte di Unity Bellow, studiosa di lingue antiche, “femminista” ante litteram, scomoda e spigolosa propugnatrice delle idee Darwiniane, insofferente di regole e di ipocrisie. Pitt si muove alla ricerca dell’assassino nel ristretto ambito della famiglia alto borghese del reverendo anglicano Parmenter, con cui Unity collaborava per la stesura di un testo teologico. La storia diventa lo spunto per mostrare uno spaccato della società vittoriana riproponendo antichi, insoluti e sempre validi, quesiti sulla figura della donna e sulla sua dignità, sul significato della fede e sulle varie confessioni cristiane che l’hanno incarnata, sul rapporto tra fede e ragione e tra religione e progresso. Un’avvincente narrazione che tra le tante domande lanciate dai protagonisti non ne risolve alcuna. Alla fine si scopre l’assassino. I quesiti attendono una nostra risposta.

Pesce Palla