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Attacco USA in Siria (parte 1)

Perché è iniziata la guerra in Siria? Tutto ha avuto inizio sull’onda della cosiddetta primavera araba. La maggioranza sunnita si è ribellata alla minoranza sciita che governa da anni il paese. Probabilmente questa però è una con-causa, o meglio il mezzo utilizzato per appiccare il fuoco, e spiega la partecipazione dell’Arabia Saudita a favore dei ribelli (che non avrebbero certo avuto soldi abbastanza per comprare pick-up e armi), ma l’inizio del problema, o dell’interesse nella faccenda parte con il progetto di far passare un importante oleodotto dal Qatar alla Siria. Tanti soldi che necessitano di certe alleanze per cui la guerra (i mezzi) è giustificata. La guerra può essere non solo iniziata, ma anche stimolata e permessa. Opere e ommissioni dice qualcuno.

Ma la Siria e Assad sono alleati di Iran e Russia e i russi a Latakia hanno l’unica base militare del Mediterraneo oltre a interessi economici in tutto il Medio-Oriente. Un cambio di governo avrebbe leso gli interessi di tutti e due e l’equilibrio sunnita/sciiti in M.O. Ecco spiegato l’interesse dei due paesi: l’Iran ha subito ma silenziosamente fornito supporto militare sul campo, e la Russia ha fornito i suoi jet.

Poco a nord troviamo la Turchia, sunnita e anti-Iran (la partita in M.O. è da sempre tra Turchia, Russia e Iran) che ha subito fiutato l’affare: riprendersi i territori che aveva perso con la caduta dell’impero ottomano (l’impero è caduto ma la fame imperialista no), tenere a bada i kurdi ed evitare il formarsi del Kurdistan a partire dai territori di Siria e Iraq in conseguenza della caduta, prima o poi e secondo le convenienze, dell’ISIS. Inoltre in quel periodo Turchia e Russia non erano molto amici. Infatti i turchi, sostenula dall’alleanza NATO, si sono permessi di abbattere un jet russo.

E gli USA? L’esistenza dell’ISIS era comoda in chiave anti-Iran e anti-Russa. Quando sfuggivano al controllo venivano contenuti dall’alleanza USA-EU fatta anche per non perdere troppo la faccia. Lo stesso si può dire di Israele. La caduta del governo sciita è conveniente anche in chiave anti-Russa dato che gli USA sono alleati dei sunniti. Nel mentre gli americani si sono tranquillamente permessi l’allontanamento di Israele e Turchia e il loro breve riavvicinamento alla Russia. Breve, perchè insieme allo strike, Trump ha ottenuto l’approvazione di Natanyahu ed Erdogan, che si sono tranquillamente sganciati da Putin il quale aveva promesso il riconoscimento di Gerusalemme est ai primi e fatto importanti accordi economici coi secondi (energia nucleare e gasdotti). Dunque lo smacco alla Russia è più profondo di quanto sembri. E in fondo loro sono sempre stati li, coscienti di poter cambiare le carte in tavola in una guerra che non li tocca.

E Trump? Dopo aver dovuto scaricare Flynn e Bannon, collaboratori più compiacenti con la Russia, era prevedibile che agisse in qualche modo per non perdere la faccia. Una piccola azione con un grande messaggio: Gli USA comandano nel mondo e devono essere interpellati sulla Siria, gli USA non sono compiacenti verso la Russia che appoggia chi colpice col sarin la popolazione, gli USA attaccano chi vogliono, anche la Corea, fregandosene della Cina.

Aulonocara