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Bikini o burkini?

Se di questi tempi vi trovate al mare in Francia, in particolare a Cannes o in Corsica, può darsi che dobbiate pensare bene a come vestirvi per non “turbare l’ordine pubblico”. E non mi riferisco al fatto che spesso si possono incontrare in spiaggia bellezze da far perdere la testa…
Anzi, al contrario, non dovete vestirvi… troppo! L’ultima geniale trovata di alcuni sindaci francesi è stata infatti quella di mettere al bando una versione un po’ più estesa del costume femminile integrale, chiamato “burkini” (Il nome è un po’ infelice perchè, a differenza del burqa, non copre il volto) perchè troppo manifestamente legato ad un’appartenenza religiosa.
Ci troviamo di fronte all’ennesimo esempio di intolleranza nei confronti della religione e delle sue espressioni sensibili, anche quando non creano problemi di sicurezza. La religione, quando è vissuta, spesso prevede da chi la pratica una espressione fisica e materiale, in termini di riti, abbigliamenti ecc., proprio perchè è una esigenza dell’uomo (che è un essere in carne ed ossa) quella di esprimere ciò che crede nei gesti (parole, idee, azioni, opere e così via). Impedirlo sarebbe un po’ come limitare la libertà religiosa nella sua dimensione vissuta.
Il consentire di esprimere e vivere liberamente le proprie appartenenze, religiose e non solo, (quando ovviamente non sono violente) dovrebbe essere quindi una delle più importanti garanzie di uno stato che si ritiene culturalmente all’avanguardia e fondato sulla “liberté”.

Pesce Luna

Una risposta a “Bikini o burkini?”

  1. Il burkini è un problema? Mah! Frequentare la spiaggia? Impossibile: il bikini è un problema serio. Si intitolava cosi un articolo di Camillo Langone sul Foglio. Ormai però devo constatare che è diventato impossibile proprio uscire di casa d’estate. Se uno ha un minimo (qualche microlitro basta) di testosterone endogeno nelle vene non ci riesce. Le città pullulano di giovani ragazze in abiti stretti che fanno vedere o immaginare ogni piega, recesso e orifizio. Ai miei tempi certe immagini le trovavi solo sulle riviste erotiche soft.
    Propongo di chiamare questi abiti così risicati non più pantaloni e reggiseno ma “copri-sesso” perché questa è la loro unica funzione di copertura.
    Inoltre il più delle volte questi abiti sono indossati da ragazze tra il 12 e i 18 anni. Quelle cioè che dovrebbero essere innocenti (una volta!). E siccome sono innocenti, sono moralmente libere di s-coprirsi come vogliono.
    Ormai penso con terrore a cosa succederà l’anno prossimo. Sarà ancora di moda vestirsi?

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