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CENERE O LETIZIA

“Le azioni incalzano, i giorni fuggono, uno dopo l’altro, e non c’è tempo di guardarli, di numerarli, di vederli quasi, che sono già svaniti, lasciando nelle nostre mani un pugno di cenere”. Così Carlo Levi, nel suo romanzo L’orologio, descrive la percezione del tempo di un uomo dopo i trent’anni. “Com’erano lunghi, senza fine” dice “i giorni dell’infanzia! Un’ora era un universo, un’epoca intera […] La storia era ferma”. Certamente da bambini lo sguardo che si ha sul mondo riflette una visione unitaria dell’esistenza, senza prima e dopo, senza distinzioni temporali. Tutto è presente. Poi con la giovinezza, inizia a prendere piede l’imponenza di un futuro che si deve realizzare. E si gettano nel domani tutte le speranze e gli ideali che sorgono nel cuore e nella mente. Una delle paure principali che, ricordo, mi attanagliava era proprio quello della promessa dell’eternità. Il timore era che tutto ciò che amavo si corrompesse in niente. La mano afferrava bramosa qualcosa, ma riaprendosi trovava solo sabbia. Cenere.

Eppure, oggi, all’alba dei trentott’anni, mi ritrovo sorprendentemente lieta. Lieta di vivere ogni giorno. Senza la percezione che tutto stia fuggendo, ma con la soddisfazione e la gratitudine, ogni sera, di aver vissuto intensamente un altro giorno. Lieta perché tra le mani non stringo nulla, ma sono stretta in un grande abbraccio di relazioni e amicizie reali e sincere. Lieta perché se mi dovessero fare la famosa domanda che Leopardi formula nel suo Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere (“Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e dispiaceri che avete passati […] non tornereste voi a vivere codesti vent’anni?” “Codesto non vorrei”, risponde il venditore), risponderei con forza “Sì!!!”. Lo dico sempre ai miei allievi quando spiego questa “Operetta morale”: rivivrei ogni istante della mia vita così com’è stato. Mi ha portato a comprendere tante cose. E nutro, quindi, la fondata speranza che mi porti a scoprirne sempre di nuove.

Stella Marina