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Cercare la verità è un optional?

Ultimamente, sono rimasto colpito da un atteggiamento a mio parere molto pericoloso. In modo particolare ho letto un articolo del Corriere, dove Il ministro del lavoro Fornero ha interrotto un’intervista con un inviato delle Iene perché le domande dell’intervistatore stavano diventando sempre più aggressive e poco disponibili all’ascolto. La stessa dinamica l’ho rinvenuta nel servizio di Report su Formigoni. In modo particolare l’intervistatore continuava in modo aggressivo a chiedere delle ricchezze di Formigoni, senza disponibilità ad ascoltare tutto quello che gli intervistati stavano dicendo.
Rispetto a queste due cose, non voglio difendere nessuna parte o dare ragione a qualcuno, ma ci tengo a sottolineare un atteggiamento dannoso che ormai padroneggia in tutti i mezzi di comunicazione e non solo (basta guardare per 5 minuti il programma di Santoro su LA7 e vedere come vengono trattati gli ospiti che hanno “vedute” diverse dal conduttore per capirlo): nella conoscenza, quello che interessa non è più la verità, ma soltanto difendere una posizione e le proprie idee. Si parla tantissimo di ricercare la verità, ma in fondo anche nelle domande che vengono fatte, non c’è alcuna curiosità o desiderio di conoscenza, anzi già si conoscono le risposte, e oltre a già conoscerle si pensa a come usarle a proprio vantaggio.
Questo personalmente mi preoccupa e non poco, perché in fondo i media non fanno altro che rispecchiare (o forse condizionare?, diciamo che adesso è ormai un circolo vizioso), il clima culturale presente in Italia in tutti gli ambiti sociali (in Politica, nella scuola e nelle imprese). Rispetto a tutto ciò mi sorgono alcune domande. A queste condizioni è mai possibile un dialogo? Ci interessa di più conoscere la verità o difendere a tutti i costi le opinioni che abbiamo? Cos’è che permette di desiderare e cercare la verità più che le proprie opinioni? Senza verità è possibile rinnovare questo clima culturale?

Delfino

Una risposta a “Cercare la verità è un optional?”

  1. Cercare la verità è cercare il senso stesso delle cose. L’affermazione urlata o meglio l’imposizione del proprio pensiero sono segno dello sgomento nei confronti di un mondo che in fondo ci è incomprensibile… e allora è meglio gridare le nostre opinioni per aggrapparci all’effimera certezza che possono comunicarci, tentare di ancorarci all’illusoria stabilità che sembrano offrirci. Per accostarsi davvero ad una posizione di accoglienza delle verità,è necessaria l’ammissione della nostra non assolutezza e quindi mancanza.Solo questo ci colloca in una posizione di vera apertura nei confronti del vero di cui la Realtà è tutta costituita…

    S.

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