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Chi ama la res publica avrà la mano mozzata

La Cassazione ha confermato la condanna per corruzione a Roberto Formigoni, per 5 anni e 10 mesi, per il caso Maugeri. Molti sono i dubbi sollevati per la sentenza, non solo da giornali amici ma anche, caso curioso, da Pietro Sansonetti: comunista dichiarato, direttore de Il Dubbio, una carriera politica da giornalista iniziata nel ’68 ne L’Unita’, avversario dei cattolici popolari dell’epoca, quindi un giornalista non esattamente di parte, che in un editoriale su youtube (che vi consiglio di guardare) spiega i motivi della sua solidarietà all’ex governatore della Lombardia. Innanzitutto, non ci sono prove che Formigoni abbia preso effettivamente delle tangenti e, secondo, tutte le decisioni che gli sono contestate (per cui avrebbe preso le suddette), decisioni che riguardano la gestione della sanità pubblica e privata in Lombardia, sono state votate prima dalla giunta e poi dal consiglio regionale: com’è possibile che l’unico a risentire di scelte collettive sia lui? Ma soprattutto: queste scelte contestate hanno portato la Lombardia a essere un faro nella sanità, da tutta Italia la gente sceglie la Lombardia per le proprie cure mediche.

Viene in mente che l’obiettivo di questa persecuzione sia un altro, ossia il modello di sussidiarietà che Formigoni ha saputo favorire per scuole, imprese e sanità, di cui lui stesso ha pagato le conseguenze. Io, invece, voglio rendere onore ad un uomo che sento amico proprio per il tentativo buono (e riuscito) di incarnare l’ideale del cristianesimo, il rapporto con il Mistero fatto carne, in questa arena sporca della politica italiana, addirittura rischiando tutto, fino alla galera.

«Si è riusciti a far capire all’uomo che se vive è solo per grazia dei potenti. Pensi dunque a bere il caffè e a dare la caccia alle farfalle. Chi ama la res publica avrà la mano mozzata»

Occhione

2 Risposte a “Chi ama la res publica avrà la mano mozzata”

  1. A parere mio l’unico commento pienamente soddisfacente rispetto a questa vicenda è il comunicato ufficiale che Carron ha scritto per la comunità. L’ho trovato molto rispondente a quelle che sono le mie domande delle ultime ore: come farà quest’uomo a vivere in questi cinque anni? Da dove potrà ricominciare? Si sentirà solo? Sono le stesse domande che quando sbaglio tanto faccio a me stessa. Nessun giudizio sulla persona, ma una lettera da cui trabocca misericordia e affetto. Personalmente non mi soddisfa per nulla invece scagliarmi contro la giustizia e sospettare persecuzioni. Parliamo di assenza di prove, di processo ingiusto: io nei tribunali ci ho lavorato e ho visto come lavorano i giudici quando si prospetta il carcere per l’imputato. Non ci dormono, ci pensano 1000 volte prima. Ma in fondo, che ne sappiamo noi delle prove? A parte quel poco che leggiamo. Tre gradi sono tanti, e i magistrati non sono per forza coglioni. Non sentiamoci obbligati a difendere una posizione, preghiamo piuttosto per lui, sicuri che non verrà mai a mancargli l’affetto del Signore che si manifesterà attraverso i volti che lo accompagneranno in questo calvario.

    1. anch’io ho avuto a che fare con lo stesso ambiente. E devo dire che ci sono persone che vanno a dormire tranquillamente. Come in tutti gli ambienti ci sono persone che fanno scrupolosamente il loro mestiere e altri no. Qui si tratta di capire se dopo n processi in cui è stato assolto non gli siano capitati tre giudici assonnati. E guarda puoi leggere le sentenze di primo e secondo grado, aspettando quella di cassazione…

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