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Chi ha orecchi…

20. La famiglia si fonda sul matrimonio, atto libero e fedele di amore di un uomo e di una donna. È l’amore che sigilla la loro unione ed insegna loro ad accogliersi reciprocamente come dono. Il matrimonio è una scuola di amore e di fedeltà. Ci rammarichiamo che altre forme di convivenza siano ormai poste allo stesso livello di questa unione, mentre il concetto di paternità e di maternità come vocazione particolare dell’uomo e della donna nel matrimonio, santificato dalla tradizione biblica, viene estromesso dalla coscienza pubblica.”

Certamente Papa Francesco e Kirill non pensavano solo al Governo Renzi e alla proposta di Legge Cirinnà, quando formulavano il punto 20 della loro Dichiarazione comune, con cui hanno concluso l’incontro storico, di cui già altri hanno scritto su questo blog.

Colpisce tuttavia che, dopo aver espresso la preoccupazione per i cristiani perseguitati in Siria, in Iraq e negli altri Paesi del Medio oriente (“Ci inchiniamo davanti al martirio di coloro che, a costo della propria vita, testimoniano la verità del Vangelo”, preferendo la morte all’apostasia di Cristo”…), la denuncia per le limitazioni della libertà religiosa, e l’allarme per lo stato di povertà di milioni di persone (nonostante la crescita della ricchezza dell’umanità), il Papa di Roma e il Patriarca di Mosca si soffermino con preoccupazione su quanto avviene nelle legislazioni delle democrazie occidentali in materia di famiglia, e sul richiamo alla tutela della vita (contenuto nel successivo punto 21 della Dichiarazione).

Su tutti questi temi, accanto all’invocazione all’”Uomo-Dio Gesù Cristo” e alla “Santissima Madre di Dio”, invocata con le parole dell’antica preghiera: “Sotto il riparo della tua misericordia, ci rifugiamo, Santa Madre di Dio”, ecco il compito che Francesco e Kirill indicano a tutti i cristiani: “Questo mondo, in cui scompaiono progressivamente i pilastri spirituali dell’esistenza umana, aspetta da noi una forte testimonianza cristiana in tutti gli ambiti della vita personale e sociale. Dalla nostra capacità di dare insieme testimonianza dello Spirito di verità in questi tempi difficili dipende in gran parte il futuro dell’umanità.” (Punto 28 della Dichiarazione comune).

Credo di poter dire che siamo in buone mani.

Rombo