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Commento rapido ad un film poco rapido

Chiedete alla gente quale film ha vinto l’ultimo Oscar 2017? La maggior parte risponderà La La Land.
Ma non è andata così una delle più famose notti dell’anno.
Infatti l’Oscar come miglior film, l’ha vinto Moonlight.
Ora, non c’è niente di male in tutto ciò, se non che questo vuol dire che la maggior parte, almeno degli italiani, non ha visto il film più stimato (passatemi il termine) dell’anno. E anche in questo non c’è niente di male. Fatta questa introduzione banale, mi è andato di genio di vedere questo film. Perché? Perché ha vinto l’Oscar.
E non c’è niente di male pure in questo.
Adesso… sul retro di cover (non so come si chiami perdonatemi) del dvd il film era presentato così: il film racconta la storia di un ragazzo nero che lotta per trovare il suo posto nel mondo crescendo nella difficile periferia di Miami.
Presentazione onorevole, nulla di male.
Arrivo alla conclusione: il film parla della storia di un bambino nero, con una madre tossicodipendente, piccolo e magrolino, con due occhi grandi così, bullizzato e insultato gratuitamente e senza motivo apparente dai bulletti della scuola che lo deridono per alcune sue tendenze sessuali di cui non ci è noto capire l’origine.
Divenuto adolescente, questa situazione si esaspera a tal punto che il ragazzo prova un profondo turbamento interiore che lo porta a scoprire la sua sessualità su una spiaggia. in maniera abbastanza casuale e “originale”. Capisce insomma di essere omosessuale.
Questo fatto rimane nascosto per anni finché, colpo di scena finale, il protagonista incontra nuovamente, per puro caso, colui che, sulla spiaggia di cui sopra, lo aveva aperto a questa possibilità sulla sua esistenza, persona che, tra l’altro, ci viene fatto intendere essere radicalmente cambiata nel tempo e essere alquanto confuso sul proprio status sessuale. Non spoilero il finale.
Non c’è nulla di male in questo film. Se non che ci fa apparire naturalissima una cosa che, se vediamo nel film, tanto naturalissima non è o quanto meno è fortemente drammatica e confusa.
Conclusione: io penso che in tutto questo qualcosa di male ci sia: ovvero passa come naturale una cosa altamente forzata e unica. Siamo insomma al delirio hollywoodiano.
Se inoltre aggiungiamo che il regista è al secondo film, che il film è stato prodotto con pochissimo, che ha avuto un successo di pubblico alquanto limitato e la stessa critica si è trovata in imbarazzo… ti viene voglia di fare un po’ di dietrologia sulla nuova cultura sessuale che la società vuole far passare.

Il Pigo

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