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“Con il tempo”

PROLOGO

C’è una canzone di Leo Ferré, “Avec le temp”, che ho molto amato in gioventù e che amo tuttora. L’ho conosciuta nel 1972 nella versione italiana (“Con il tempo”) di Gino Paoli (conservo tuttora il 45 giri). L’hanno poi incisa in tanti, tra cui Dalida, Battiato, Patty Pravo, Elisa.
È una canzone struggente e disperata: “Col tempo, sai, col tempo tutto se ne va…”.
Il tempo, dice questa canzone, porta via tutto, l’amore (“e ti senti gelato in un letto non tuo”), gli amici (“la tenerezza rimane senza compagnia”), le persone care (“non ricordi le voci della povera gente, che ti diceva <piano, non venir tardi, non prendere freddo>”).
L’uomo ha rincorso invano il bisogno di amare e di essere amato (“ti senti la schiena di un cavallo sfiancato”) e quel bisogno rimane inappagato perché le risposte non hanno resistito al tempo e così “ti senti tradito dagli anni perduti”.
L’unico rimedio è che “allora, finalmente, col tempo tu non ami più”.
Anche senza giungere al pessimismo esasperato di Ferré, il tempo viene visto comunque, spesso, da molti, come un “nemico” che “toglie”, che ti ruba qualcosa, se non tutto, o viene vissuto – il tempo trascorso – con un “rimpianto” che intristisce.
Io ho avuto la grazia di incontrare Chi mi ha donato “significato al tempo e vera utilità all’agire” (dalla liturgia delle Lodi Mattutine).
Ed ho potuto “allora, finalmente” scrivere queste cose.

IL TEMPO

Cambia le cose,
il tempo.
Le cose,
o la loro forma
soltanto.
Non più come ieri,
ma ancora
quelle di ieri.

L’amore,
non più come ieri,
ma ancora quello di ieri.
Diverso, però.
Maturo
– come l’età -,
essenziale,
pacifico,
pacificato, forse,
vero.
Ama così, ora,
il cuore.

E non porta via,
il tempo.
Ti consegna,
rinnovato,
ciò che è stato;
perché sia,
per sempre;
perché è vero,
per sempre;
perché pieno
del suo significato:
per sempre.

P.S.: la poesia ha ricevuto a Vasto il “Premio Speciale Unico per il Molise (Sez. A) – Histonium 2019”, il 21 settembre 2019.

Triglia di scoglio