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CRISI DI GOVERNO: IL NODO EUROPA

La rinuncia a formare il nuovo Governo da parte del presidente incaricato Giuseppe Conte ha suscitato molti interrogativi e lasciato strascichi importanti. Ci sono alcuni elementi che non si possono tacere:

  • Il “veto” esercitato dal presidente Sergio Mattarella sul nome di Paolo Savona come ministro dell’Economia è un fatto insolito e non appare adeguatamente giustificato alla luce della prassi e della sostanza dei poteri presidenziali; in più esso rischia di contribuire a incrementare quella disaffezione alla politica di cui è già vittima il nostro paese, dove da molti anni non abbiamo un governo almeno in parte coerente con gli esiti elettorali.
  • Al contempo sembra eccessiva, seppur meno grave, anche la rigidità da parte di Lega e M5S nel non accettare per lo stesso ruolo un nome autorevole – pur se meno esperto – come Giancarlo Giorgetti: l’attitudine al compromesso sulle soluzioni è, infatti, una virtù della politica, non un suo venir meno.
  • Certamente non risolve la situazione l’incarico a Carlo Cottarelli, il cui esecutivo “tecnico” o “neutrale” (!?) non avrà la fiducia e dovrà limitarsi a gestire l’ordinaria amministrazione fino alle elezioni da fissarsi subito dopo l’estate.

A queste occorre iniziare a guardare, con realismo, rifuggendo da soluzioni insensate (come l’Impeachment contro il Presidente della Repubblica) e riproponendo le questioni di fondo.

Fra queste c’è certamente il tema dell’Europa e della sua influenza sull’Italia, su cui molto si è discusso in questi giorni. L’Europa unita è importante soprattutto come garanzia della pace e luogo di valori veri e plurali, da cui essa è nata e che possono contribuire al nostro futuro. Dal tradimento di essi e dei popoli europei in nome della burocrazia, dei privilegi delle élites, del mercatismo o dei pretesi “diritti”, sono nate molte di quelle gravi conseguenze economiche e sociali che alimentano – non senza qualche ragione – l’antieuropeismo.

Assai complesso è il tema dell’Euro, ma – al di là di alcuni proclami – nessuna forza politica ritiene oggi praticabile l’uscita dell’Italia da esso; altra cosa è poi la ridiscussione di vincoli e parametri economici e monetari, da sempre oggetto di trattativa e dialettica all’interno dell’Unione.

Tutto ciò è diventato e sarà anche nei prossimi mesi terreno di discussione e scontro politico: ciò che non è accettabile per noi è ridurre l’alternativa tra un “si” alla tecnocrazia burocratica e un sovranismo che dice “no” all’Europa come no all’Euro. Bisogna invece ribadire – come già abbiamo fatto alle elezioni del 4 marzo e ricordato anche su La Spigola – la centralità dei valori e dei contenuti popolari espressi soprattutto dal PPE – su tutti il “più società, meno stato” – quale nucleo importante di un Centrodestra auspicabilmente unito e capace di tenere testa sia alla sinistra sia al M5S.

Pesce pilota

Una risposta a “CRISI DI GOVERNO: IL NODO EUROPA”

  1. Si parla di un centrodestra unito…..Infatti, un partito dei tre è al governo, uno si astiene e l’altro all’opposizione! Fantastico….D’altra parte è evidente che Berlusconi é ormai ai margini e avendo sempre affossato chi nel suo partito aveva mostrato di avere leadership, implodera’ assieme alIa sua creatura. Salvini oggi ha già bacchettato Fontana sulle famiglie gay….L’italia si dovrà sorbire un ministero per il Sud e via dicendo….Statalismo a go go, ma saremo tutti contenti, il mostro che sta a sinistra è SCONFITTO! Non c’è più nulla di cui preoccuparsi. Amen

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