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Da zero a cento

Da qualche tempo sto leggendo il genere “romanzi per ragazzi” (qualche titolo: Wonder, Melody, Mio Fratello Simple, Ciao tu!… ultimo della serie, Zero e Lode).Innanzitutto perché sono facili e positivi, ma anche perché a volte mi fanno capire me stessa e chi mi sta intorno più di altri romanzi, requisito necessario per dire che un libro mi è piaciuto. In questo genere ho trovato un punto di semplicità e di schiettezza che mi appartiene. E poi i drammi, gli amori, le amicizie e le speranze dei protagonisti, solitamente 14enni, nelle loro storie piuttosto avventurose e problematiche, hanno sempre una forte pretesa di eternità. Leggendoli ora – ora che ho passato da un pezzo i 15 anni – mi viene da dire che questa pretesa di eterno non è un’illusione dell’adolescenza, ma è destinata ad avverarsi! I più giovani spesso vivono come se quello che hanno tra le mani fosse tutto e spesso agiscono determinati da questo tutto che sentono, come se la loro vita dipendesse da un particolare che vedono. E da un certo punto di vista hanno ragione, il cuore non si sbaglia. Crescendo si vedono però tante più contraddizioni, si portano dietro tante più ferite e quel desiderio potrebbe sembrare una fantasia infantile. Eppure che duri per sempre ciò che amiamo o anche solo ciò che vediamo di bello, rimane vero, anzi si approfondisce e si allarga. Drammatico e misterioso, ma ogni giorno più grande e compiuto.

Pastinaca