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È davvero una buona scuola?

Si intitolava così l’incontro promosso dall’Associazione Liberi di Costruire per fare il punto sulla situazione della scuola italiana dopo i primi mesi di attuazione della legge 107, più nota appunto come “Buona Scuola”. Per rispondere a questa domanda è stata invitata Anna Paola Sabatini, giovanissima Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale del Molise, la massima autorità istituzionale della scuola molisana.

Secondo uno schema ormai collaudato – pensato per dare agli incontri il tono di una discussione tra amici interessati ad approfondire un tema di interesse comune – l’ospite ha risposto prima a due domande degli organizzatori e in seguito a quelle del pubblico. Pur nell’impossibilità di dare un giudizio univoco e definitivo rispetto ad una legge “in fieri” (basti pensare che mancano ancora alcuni dei decreti attuativi che il governo si è riservato di emanare dopo l’approvazione della legge), attraverso le risposte precise e sintetiche della relatrice alcuni dati positivi sono indubbiamente emersi. Uno su tutti, l’insistenza con cui, anche rispondendo ad alcune domande del pubblico, la dottoressa Sabatini ha ribadito che il primato educativo spetta alla famiglia e non alla scuola, la quale non deve sostituirsi alle famiglie, ma piuttosto preoccuparsi di garantire un’effettiva libertà di scelta e una pluralità di modelli educativi all’interno del sistema nazionale dell’istruzione, di cui i 400 euro di detrazione fiscale previsti dalla legge 107 per le famiglie che iscrivono i figli alle scuole paritarie rappresentano un primo timido ma significativo esempio. Se una dichiarazione così apertamente antistatalista viene proprio da chi rappresenta lo Stato, vuol dire che non tutto è perduto, anche nella scuola attuale c’è spazio per qualcosa di buono.

Pescespada