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…e il naufragar m’è dolce in questo mare…

Cari amici della Spigola,
hallo. Come va?
Ora che sono su twitter ho tanti input, piccole notizie da approfondire a piacimento.
Una che mi ha colpito in settimana è stata quella riguardante la scomparsa del fisico Ettore Majorana.
Fu uno dei “ragazzi di via Panisperna” cioè il gruppo di giovani fisici poco più che ventenni che insieme a Enrico Fermi negli anni 30 del secolo scorso diedero un fondamentale contributo agli studi sulla fisica atomica che allora era agli inizi. Ecco il racconto del primo incontro di Amaldi (un altro dei ragazzi di via Panisperna) con Majorana: « (…) Egli venne all’Istituto di via Panisperna e fu accompagnato da Segrè nello studio di Fermi ove si trovava anche Rasetti. Fu in quell’occasione che io lo vidi per la prima volta. Da lontano appariva smilzo, con un’andatura timida, quasi incerta; da vicino si notavano i capelli nerissimi, la carnagione scura, le gote lievemente scavate, gli occhi vivacissimi e scintillanti: nell’insieme, l’aspetto di un saraceno. »
Poi guardate la descrizione che ne dà Laura Fermi, la moglie di Enrico Fermi: « Majorana aveva però un carattere strano: era eccessivamente timido e chiuso in sé. La mattina, nell’andare in tram all’Istituto, si metteva a pensare con la fronte accigliata. Gli veniva in mente un’idea nuova, o la soluzione di un problema difficile, o la spiegazione di certi risultati sperimentali che erano sembrati incomprensibili: si frugava le tasche, ne estraeva una matita e un pacchetto di sigarette su cui scarabocchiava formule complicate. Sceso dal tram se ne andava tutto assorto, col capo chino e un gran ciuffo di capelli neri e scarruffati spioventi sugli occhi. Arrivato all’Istituto cercava di Fermi o di Rasetti e, pacchetto di sigarette alla mano, spiegava la sua idea. »
Nel 1938 si imbarcò a Napoli su un piroscafo diretto a Palermo ma non fu trovato allo sbarco.
Si fecero diverse ipotesi, di fatto non fu mai trovato il cadavere e si pensa che sia vissuto in Venezuela e poi a Roma come clochard.

www.ansa.it – Giallo Majorana: testimone, era clochard a Roma

Probabilmente aveva capito da subito l’imminente uso che si stava per fare dell’energia atomica come arma di distruzione di massa e non volendo più collaborare a tale progetto cercò di scomparire per non essere a sua volta perseguitato per tale decisione. Ma anche questa è un’ipotesi.
Cosa c’è nel cuore di un uomo?
Domanda senza risposta. L’uomo è un segreto insondabile e inarrivabile: se decido di non farmi conoscere, nessuno potrà mai entrare.
L’uomo è fatto di libertà, la libertà dell’uomo è un dato primario: non dipende da nessun antecedente.
Non dipende dai genitori, dall’educazione, dal tipo di governo, dalla religione, da nulla: è rapporto diretto col Mistero dal quale proviene ogni cosa che esiste nell’Universo.
Lo sa anche la Chiesa: gli unici peccati per i quali non c’è perdono sono quelli in cui la libertà dell’uomo è chiusa a qualsiasi tipo di rapporto.
Perché? Per moralismo? No, per impossibilità strutturale.
Bisogna sempre ricordare che l’io è mistero e come tale non può essere mai manipolato.
Lo sa anche Gesù: “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.” Apocalisse 3 20.

Majorana

Tonno subito