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E SE SUCCEDESSE A ME?

Immagini di giornalisti avvoltoi e senza scrupoli ritraggono un uomo appeso tra la vita e la morte. Lo stesso uomo che qualche ora prima ha ucciso sua figlia e probabilmente anche sua moglie. Non potendo reggere da solo il dolore del gesto compiuto ha deciso di togliersi la vita. Sgomento e tristezza invadono la mia persona.

Tutti coloro che incontro sono pronti a puntare il dito contro questa persona. C’è chi dice, addirittura, che abbia aspettato troppe ore prima di suicidarsi. Per la nostra società una persona del genere non ha il diritto di continuare a vivere. Sconvolta dall’atto atroce compiuto da quest’uomo, mi sovvengono molte domande circa l’accaduto. Cosa accade nella mente e nella vita di una persona per arrivare a compiere un gesto così estremo?

Di fronte a tale domanda emerge la mia gratitudine nei confronti della vita  per avere degli amici che mi accompagnano in ogni passo che compio. Non conosco la storia di quest’uomo, ma sicuramente deduco che la sua posizione lavorativa e il suo conto in banca non lo rendessero affatto felice e azzardo che la solitudine non lo abbia agevolato nell’affrontare i problemi che lo attanagliavano. Problemi magari irrisolvibili, ma sicuramente sostenibili se condivisi. Non mi rimane altro che pregare per le famiglie colpite dai lutti.

Cernia Dorata