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Era de Maggio

Per un cristiano cattolico Maggio è il mese della Madonna. Una stupida tradizione? Una superstizione? Voglia di avvenimenti magici?
In realtà si tratta di un test di razionalità. Il vertice della ragione è la categoria della possibilità – poter pensare cose al di là di quello che si vede, si sente e si tocca; la nostra gloria rispetto agli altri animali! – e rientra nelle facoltà della ragione il riconoscere di non sapere risolvere la vita da soli – né dal punto di vista della conoscenza né dal punto di vista etico – e di aver bisogno di domandare a Dio. Il quale, per definizione, può tutto (o non è Dio). L’alternativa è pensare di poter risolvere tutto da sé, ma allora si sarebbe dei, come ha spesso creduto il razionalismo moderno e contemporaneo o di essere giusti da sé, come vogliono gli scandalizzati giornalisti moralizzatori che ci parlano sempre dei peccati (confondendoli con reati) altrui.

Domandare a chi?
Qui il test diventa ancora più interessante perché il razionalista ci casca sempre. Lo so perché lo ero. Domandare alla Madonna significa chiedere a una come noi che accada in noi quell’evento così carnale che è il fatto che Dio (il Mistero che fa il mare e le Tremiti!) diventi parte di sé. I razionalisti non parlano mai della Madonna: troppo carnale, troppo materna, troppo donna, troppo sentimentale, troppo ebrea.

Il razionalista preferirebbe un intero corso di filosofia. Non chiederebbe a nessuno se non ai propri ragionamenti. E non ammette che per salvarsi, cioè per essere felice, ha bisogno di qualcuno, concreto e particolare, che non è se stesso e che è Dio. Che deve accadere e che non si può “far accadere”, cioè che occorre “domandare”. L’alternativa è amare solo se stessi – narcisismo -, amare solo ciò che identico o molto simile a sé – omoaffettività – o non amare affatto.


Torpedine

Una risposta a “Era de Maggio”

  1. Il problema non è solo del “razionalista”, ma di ciascuno di noi, chi più chi meno tutti facciamo una discreta resistenza a essere affascinati e presi dalla Bellezza.

    Possiamo e dobbiamo chiederci perché la cultura “razionalista” che ci educa non ha fatto altro (dal sessantotto in poi) che indicarci una traiettoria «contro» la Bellezza.

    «Perché la bellezza ci fa una richiesta: chiede di rinunciare al nostro narcisismo e di guardare al mondo con riverenza».(R. Scruton)

    Se è così, allora la bellezza è un segno, e la Madonna, nella sua umiltà e semplicità dicendo quel “si” è il segno che l’accesso alla Bellezza è possibile anche per noi.
    da “il pesce fuori del barile”

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