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Fillon e il solito sistema giudiziario-mediatico

Ormai l’abbiamo capito: in tutta Europa, e in tutto il mondo a giudicare dalle vicende di Trump, l’avversario sgradito non di sinistra viene eliminato per via giudiziario-mediatica. Fillon aveva vinto a sorpresa le primarie francesi dei Repubblicani e, se nulla si fosse intromesso, avrebbe vinto facilmente la presidenza visto che il doppio turno francese porterà sicuramente a un tutti contro Marine Le Pen, rappresentante della destra statalista e ideologica. Ma Fillon ha avuto la brillante idea di dichiarare subito di essere cattolico e pro-manif pour tous, il family day d’oltralpe. Et voilà, è incominciata la caccia.

Quando la caccia comincia si passa al pettine tutta la vita di un uomo e qualcosa si trova sempre. Per il resto, basta l’abbinata magistrato-giornalista per far saltare l’uomo nel mirino. Per ora, nella vita di Fillon hanno trovato un contratto un po’ fasullo alla moglie in qualità di assistente parlamentare. Così fan tutti: lo status degli assistenti dei politici non è ben chiaro e in molti ci marciano. Non è bello e non è giusto, e potrebbe anche essere più grave, ma il fatto che proprio ora venga fuori, e con questa violenza, ci dice senza dubbio che Fillon aveva toccato qualche filo di alta tensione importante.

Fa bene Fillon a resistere e speriamo che continui a farlo. I giornaloni e i media francesi potrebbero sbagliare le previsioni, come era già accaduto alle primarie. Inoltre, la politica è il terreno dell’imprevisto. Speriamo che succeda qualcosa e che ci evitiamo il cupo nazionalismo statalista della Le Pen e il radicalismo liberista di Macron, il candidato su cui convergerà l’establishment.

Torpedine