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Fucilazione mediatica

Il caso Lupi segna una nuova frontiera nella gestione sanguinaria del potere. Lupi stavolta non è neanche indagato. E’ bastato far filtrare 27000 pagine di intercettazioni sottolineate nei punti giusti e il macabro circo ha cominciato a tritare la sua vittima.
Il bello è che stavolta non si sa neanche bene per cosa scandalizzarsi: perché un padre usa le sue conoscenze per trovare un lavoro al figlio? Perché un ministro ha amici ricchi che fanno regali sontuosi?
Nemmeno la procura (attenzione: di Firenze!) trova nulla da ridire, ma Gramellini e tutti i giornali renziani sì (Stampa e Corriere in prima fila da quando premier e Marchionne sono amici). Poi il premier “chiede” le dimissioni.
Se ci sia un complotto non lo so. Di certo, Lupi era l’ultimo dei cattolici legati all’esperienza popolare dei cattolici. Come tutti gli altri, eliminati per via mediatico-giudiziaria. Sono sicuro che tutti i politici hanno telefonate uguali a quelle che abbiamo letto. Ma si sa, alcuni degli uguali sono più uguali degli altri. I cattolici si occupino di parrocchie e carità ma non tocchino potere e soldi: “chi ama la res publica avrà la mano mozzata” (Milozs).

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