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GAME OVER: SI INSEDIA IL GOVERNO “GIALLOROSSO”

Con la ripresa della pesca e dell’anno sociale si conclude l’estate più incredibile che la storia repubblicana ricordi; in meno di un mese si è sfaldata l’alleanza gialloverde e si è insediato un nuovo Governo formato da M5S e Pd, con l’aggiunta all’ultimo minuto di Leu e guidato da Giuseppe Conte.

Da un punto di vista costituzionale è un Governo del tutto legittimo: la maggioranza si forma in Parlamento e tanto basta.

Dal punto di vista politico – tralasciando l’analisi dei motivi e delle sviste della crisi innescata da Salvini, ora obiettivamente in difficoltà – si tratta però di un accordo assai problematico e affrettato; le due forze che lo hanno fatto nascere si sono delegittimate a vicenda negli ultimi anni e da questo punto di vista si tratta di un’alleanza abbastanza innaturale. Peraltro si sono realizzate nelle ultime settimana alcune convergenze tattiche – e non solo – che hanno permesso, non senza difficoltà, l’accordo.

Quale la cifra del nuovo Governo? A leggere i 29 punti del programma, al di là della loro genericità, si scorge uno statalismo e assistenzialismo di fondo, che non lascia ben sperare; così come è possibile prevedere forti scontri su temi sensibili, a cominciare da Tav, Ilva, Alitalia e gestione dei flussi migratori. La composizione del Governo, senza nomi di punta o esponenti politici di spicco, salvo Conte, Di Maio e Franceschini, si rifà in buona parte alle componenti più estreme dei due gruppi.

Il credito che il nuovo governo vanta con l’Europa potrebbe però consentire di realizzare una manovra finanziaria in grado di evitare l’aumento dell’Iva. Poi si vedrà.

Per chi come noi – appartenenti a un mondo cattolico-popolare – non era soddisfatto del precedente Governo per l’eccesso di giustizialismo, antieuropeismo e la mancanza di attenzione specifica a temi come la libertà di educazione e i corpi intermedi (pur apprezzando aperture positive su sicurezza, imprese e famiglia), grande è la preoccupazione per la lontananza delle forze del nuovo Governo dai nostri valori e dalla nostra impostazione.

Anche per questo eravamo favorevoli a nuove elezioni, che potessero chiarire il quadro politico e far emergere una maggioranza di centrodestra, possibilmente a trazione popolare.

Speriamo che ci possano essere comunque spazi di costruzione di veri soggetti politici popolari e civici e che anche il nuovo governo sappia ascoltarli; poi si valuterà la tenuta dell’esecutivo e la possibilità di una vera alternativa ad esso, a cominciare dalle imminenti consultazioni locali e regionali.

Pesce pilota