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Garanzia Giovani: flop o vera chance?

In questi giorni vari articoli di giornale denunciavano il flop del programma Garanzia Giovani, i cui esiti sarebbero del tutto insufficienti rispetto al problema della disoccupazione, nonostante l’entità dell’investimento. Peccato che, come sempre accade, se la premessa del ragionamento è sbagliata, nonostante la sua apparente coerenza, il giudizio che deriva da tale premessa è inevitabilmente distorto e non rispondente a verità. Il primo e più grave errore è presto detto: sebbene Garanzia Giovani abbia come obiettivo la lotta alla disoccupazione giovanile, i finanziamenti previsti dal Piano sono indirizzati verso svariate misure: politiche attive di orientamento, istruzione e formazione e inserimento al lavoro, a sostegno dei giovani che non sono impegnati in un’attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo (Neet – Not in Education, Employment or Training). Pertanto misurare l’efficacia del piano solo in base all’abbattimento immediato del tasso di disoccupazione giovanile è sbagliato. Il secondo errore consiste nel fatto che ridare speranza e motivazione ad un giovane (in qualche caso depresso, spesso rassegnato, e quasi sempre con poco spirito di iniziativa) rappresenta un valore che non può essere calcolato con una semplice operazione algebrica. In ogni caso guardare i numeri può aiutare a formulare un giudizio più completo. Al 29/01/2016 gli iscritti al programma erano 944.000; di questi, circa 269.000 hanno ricevuto la proposta di almeno una delle misure previste dal piano. La misura più attivata in tutte le regioni d’Italia sono stati i tirocini formativi. In Molise, ad esempio, gli 800 tirocini previsti dal piano sono stati tutti attivati in poco più di 2 mesi, registrando un successo di adesioni da parte di giovani e aziende difficilmente riscontrabile in altre iniziative. Sicuramente le difficoltà non sono mancate: difficoltà di carattere burocratico, di abbinamento tra i profili richiesti dalle aziende e le competenze dei giovani candidati, fino alla scarsa motivazione dei ragazzi. Ma proprio per questo Garanzia Giovani per moltissimi giovani ha rappresentato una vera chance, come documenta la testimonianza che riportiamo.A giugno 2015 io ed il mio socio abbiamo deciso di introdurre in azienda una nuova risorsa umana per far fronte all’aumento di lavoro. Attraverso una locale associazione che si occupa di inserimento lavorativo dei giovani siamo venuti a conoscenza del programma Garanzia Giovani. Abbiamo così conosciuto S., una giovane diplomata iscritta a Garanzia Giovani, alla quale abbiamo proposto un tirocinio formativo di 6 mesi. Sono stati mesi impegnativi per la responsabilità che ci siamo sentiti addosso sapendo di dover dare a S. l’opportunità di imparare, sia per il tempo che ha richiesto il formare una persone da inserire in un ambito lavorativo già ben strutturato da 7 anni. Abbiamo trovato in S. una persona disponibile ed affidabile, così al termine dei 6 mesi di tirocinio abbiamo deciso di assumerla a tempo indeterminato. Garanzia giovani è stata una grande opportunità che utilizzata in modo serio ed intelligente ha dato la possibilità alla nostra azienda di costruire, attraverso un lavoro di formazione, conoscenza e valorizzazione del tirocinante, la mansione di una nuova risorsa fondamentale per l’attività lavorativa e ad una ragazza disoccupata di 27 anni di trovare lavoro.

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