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Grillo: un po’ Dio un po’ matricola

Un movimento un po’ troppo in movimento quello del comico d’Italia. Nasce con la pretesa di salvare il mondo e ogni giorno deve chiedere scusa per gli errori multidisciplinari dei suoi appartenenti. Nasce come il movimento perfetto che non ha bisogno di modifiche e spiegazioni per le proprie regole ma puntualmente ogni anno inaugura un nuovo codice etico che lo rende sempre più simile a qualunque altro partito politico. Ma guarda un po’ che nel 2018 potranno candidarsi anche coloro che hanno ricevuto un avviso di garanzia. Però guai a chi sbaglia! Multa di € 100.000 per chi deturpa l’immagine del movimento in seguito alla propria espulsione, dimissione o cambio di casacca. Si parla quindi dell’art. 5 del nuovo codice etico dei grillini che quindi va contro l’art. 67 della Costituzione Italiana che recita: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Ma che peccato, che contraddizione che il movimento perfetto sia incostituzionale, che peccato che l’impulsiva dittatura democratica del sommo capo Beppe faccia fare queste brutte figure che superano di gran lunga quelle del povero Di Maio. A questo punto molto meglio i “cattivissimi divieti” della Chiesa Cattolica dove chi sbaglia almeno può ricorrere al sacramento della confessione ed è pure gratis… Grillo invece è un Dio che non perdona, che sopprime la libertà dei suoi sudditi con la paura, che se sbagli sei rovinato sopratutto economicamente. Questa campagna elettorale è una stagione favorevole per tutti gli italiani perché vengono a galla le ipocrisie e i punti deboli (in cancrena) di questi politicanti senza macchia, ultra giustizialisti, moralisti, populisti e anti tutto.

Anguilla