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I Santi

Ho cercato, invano, nei supermercati della grande distribuzione, le calze variopinte con caramelle e cioccolatini, come quelle che da bambini, il giorno della ricorrenza dei defunti, ci aspettavamo di trovare appese al camino o alla spalliera di qualche sedia nel soggiorno. Allora, invero, c’erano anche noci e mandorle, insieme ai dolcetti.
Oggi però, invece che dalle calze, i supermercati sono invasi dalle zucche di pezza, che contengono sempre caramelle e cioccolatini, ma con orride zanne ed il preannuncio di un ricattatorio “dolcetto o scherzetto”.
I nostri cari defunti, che si rendevano presenti, nel giorno della loro memoria, con segni della loro vicinanza, perché non svaniti nel nulla, ma felici in un luogo ignoto ai bimbi ma reale, luminoso e bello, sono di colpo cancellati dalla nostra memoria e relegati nel mondo dei rimpianti degli adulti, della sola mestizia, senza il segno di una presenza e la promessa di un ritorno, che coinvolge anche noi.
Ecco qual è il sottile progetto che c’è dietro lo spazio dato nell’odierna “cultura” (?) ad “Halloween”, ai mostri scavati nelle zucche, sinonimi di teschi beffardi, cupi ed orridi, ma che sono comunque utili per contenere ancora, nelle catene della grande distribuzione, caramelle e cioccolatini da vendere in grande quantità. Lo scopo è uno solo, fare soldi, l’idolo che basta a se stesso, cancellando però – contemporaneamente – la memoria di un popolo, legata ad una origine affettiva e ad un destino buono.
Ma io non mi rassegno, continuerò a cercare, magari nei piccoli negozi, le calze da regalare ai miei nipotini, dicendo loro che a mandargliele sono nonna Maria, nonno Nicola, nonno Peppe. Continuerò a cercarle, come fa tra le alghe una…

Triglia di scoglio