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“Il conto di Renzi”

In Europa chiamano così il debito che l’Italia deve recuperare per rientrare nei parametri che abbiamo superato con il precedente governo. Tradotto, è come se ci fosse stato un patto: noi ti lasciamo sforare sui soldi che a te servono per promuovere il tuo (e nostro) referendum, tu vinci e poi ripaghi con le tasse che metterai con la rinnovata popolarità. In realtà, in questi mari si capiva che Renzi concedeva un po’ troppo a tutti. Più profondamente e semplicemente, tutti gli italiani salvo le élite superiori avevano intuito che Renzi raccontava balle. Oh pardon, adesso si dice fake news. Una volta capito che Renzi raccontava fake news, gli italiani hanno votato anche contro la proposta di riforma costituzionale dimostrando di avere buon senso e di non farsi abbindolare né comprare per quattro soldi (che avrebbero dovuto comunque rimettere). La cosa curiosa è che chi raccontava bufale sui conti ora parla con scandalo di post-verità e che per le fake news ora si vuole un direttorio su facebook e su ogni altro canale comunicativo. Il riassunto è che le fake news le possono raccontare solo gli autorizzati mentre i conti li devono pagare tutti gli altri. E se invece si cominciasse a dire la verità? Non sarebbe questo il più grande antidoto al temutissimo “populismo”?

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