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Il fine giustifica i mezzi… di trasporto?

Proviamo a fare un esercizio, guardare e giudicare quello che accade nella storia dell’uomo e nella nostra usando l’immedesimazione, interessante posizione umana per guardare le cose da prospettive diverse. Proviamo a pensare alle parole del Papa pronunciate pochi giorni fa, in occasione dell’ennesimo naufragio dei migranti: “uomini e donne come noi che cercano una vita migliore… cercavano la felicità”.

Il tema è: la fuga, in tutte le sue forme (provate a digitare fuga in… per… con… e si trovano infinite modalità e storie: scappare da qualcosa o cercare qualcosa?). C’è stata una fuga che ha cambiato la storia dell’uomo, descritta nel vangelo di S. Matteo, la fuga in Egitto! (L’Egitto era considerato come un luogo di rifugio tradizionale per un palestinese di allora.) Episodio dell’infanzia di Gesù rappresentato nella storia dell’arte in modo “canonico”, per esempio dal Giotto della Cappella degli Scrovegni di Padova. (1305 ca.)

Il mio pensiero, a questo punto va a Barcellona alla bellissima opera di Gaudì, la Sagrada Familia (1884-1926), e precisamente al Portale della Speranza (e non è un caso), dove è rappresentata tra le altre, una bellissima scultura della Fuga in Egitto della Sacra Famiglia: un angelo alla guida dell’asinello, Maria con in braccio Gesù neonato e Giuseppe. Particolare significativo è che il volto di Giuseppe assomiglia a Gaudì stesso, l’architetto di Dio.

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Mi viene ancora in mente un’altra scena simile vista sulle volte della chiesa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo in Portocannone, Borgo di Costantinopoli (Centro Storico) in Molise; Chiesa risalente alla metà del XVI secolo, edificata “…dai duecento albanesi dimoranti nella località…”, secondo quanto si legge nella “Platea” redatta durante il governo episcopale di Mons. La Rocca nel 1838.

E’ rappresentata la stessa scena della Sagrada Familia, ma nel bassorilievo colpisce l’“insolito” mezzo di trasporto, che sostituisce l’asinello: una barca! Certo una barca: erano albanesi, oggi molisani, fuggiti dal loro paese, alla ricerca di un luogo dove realizzare una vita migliore, e nel costruire questo luogo si immedesimarono con la fuga di 1500 anni prima.

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P.S. Ci vorrebbero degli angeli al posto degli scafisti, ma questa è un’altra immedesimazione!

Zanghetta