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Il nemico alle porte

Cari amici della Spigola,
è di qualche giorno la notizia che l’ISIS ha preso la città di Sirte in Libia.
Conseguentemente l’ambasciata italiana ha invitato tutti gli italiani in Libia a lasciare il Paese e il nostro ministro degli esteri ha dichiarato che se le trattative diplomatiche falliranno l’Italia combatterà insieme all’ONU per fermare il nemico che ormai è alle porte.
Spesso abbiamo parlato del vuoto di giudizio e di esperienza che caratterizza l’europa.
Alle volte idee di dialogo un po’ vaghe.
Il problema è che questo nemico non ascolta ragioni, è pericoloso, ha come unico obiettivo uccidere gli infedeli e si trova a 150 km dalle coste della Sicilia.
Infine quella “bellezza disarmata” accompagnò anche Giovanni d’Austria nella battaglia di Lepanto.

www.corriere.it: Libia, l’ambasciata italiana: lasciate subito il paese

A prescindere dalla risposta dell’ONU e del governo italiano, siamo disposti a morire per difendere la nostra identità?
Questa domanda è tanto grave quanto è necessaria la risposta.
La domanda successiva è: siamo disposti a combattere per difendere la nostra terra, famiglia, tradizione, fede?
Combattere anche in senso stretto.
Non sottovalutiamo i segnali che vengono dalla realtà, a certe domande è necessario dare risposta.
Chiediamo alla Madonna che ci illumini, i tempi sono brutti.

il mare che si vede sullo sfondo è il mediterraneo

Tonno subito