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Il sangue dei martiri

Sul giornale di oggi leggo di nuovo di morti cristiani in Africa (morti perché cristiani, in quanto cristiani). Erano per lo più studenti che si apprestavano ad assistere alla Messa nel Campus dell’Università. Ragazzi come i nostri figli, come i nostri amici. Ragazzi resi nuovi dall’incontro con Cristo.
La notizia sui giornali c’è, ma un po’ dimessa, quasi che questo inizio di secolo fosse già (o ancora? o di nuovo?) abituato al sangue dei martiri. Per il resto, a tutta pagina, “la realtà”: economia e finanza, storie di crisi e governi che promettono di risolverla, scandali vecchi e nuove elezioni.
Mi colpisce però in questi giorni anche la storia di altri cristiani, presi d’assalto (pur se non con bombe e granate) perché cristiani, in quanto cristiani. Uomini che, feriti in un incontro dalla bellezza di Cristo, hanno capito che l’esperienza cristiana ha a che fare con tutto, e con tutto si sono sporcati le mani.
Io sono cristiana.
Sono cristiana perché Uno ha avuto pietà del mio niente e l’ha reso divino, cioè Suo.
Sono cristiana perché senza Cristo non saprei godere neanche di un istante di vita, e per questo gli chiedo ogni giorno che non mi permetta mai di lasciarlo per altra bellezza, per altra ricchezza, per altro amore.
Sono cristiana perché non esiste niente di più interessante della compagnia di questi uomini vivi (fragili, poveretti, incoerenti, peccatori… ma vivi!) con i quali desidero continuare a dividere ogni particolare della mia piccola esistenza.
Sono cristiana perché dal sangue dei martiri – di tutti i martiri – ogni giorno rifiorisce la mia Chiesa, rifiorisce la mia vita.

Alice