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Imagine, there were no dummies

Siamo in guerra. Una guerra che è stata dichiarata senza chiederci il permesso, ma siamo in guerra. Da vent’anni abbiamo sostenuto, supportato o semplicemente osservato senza dire nulla, chi ha voluto esportare la democrazia con le bombe sui civili. Con l’illusione che stavamo portando la primavera, abbiamo approvato feroci aggressioni a stati sovrani alla ricerca dei cattivoni di turno senza approfondire troppo la questione. Peccato, se l’avessimo fatto ci saremmo accorti che la democrazia era una scusa per coprire interessi energetici ed attuare modifiche agli assetti geopolitici. Forse eravamo troppo presi dalle nostre dispute sulla corruzione dei piccoli politici italiani per riconoscere la corruzione vera. Abbiamo sovvenzionato terroristi islamici contro i sovietici, terroristi curdi contro i sunniti e terroristi sunniti contro i siriani alawiti inondando l’area di armi. Per poi cambiare strategia e mandare i caccia a bombardare loro. Poi ci stupiamo se, in questa guerra, alla fine loro reagiscono per farci male qui in Europa. Scusate ma cosa dovrebbero fare? Certo c’erano sempre le popolazioni cristiane del medio oriente con cui potevano prendersela. Ma forse sono rimasti in pochi. E allora si sono rivolti al popolo dei gessetti colorati.

Pesce martello