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Intesa o parere?

Premettendo che non sono esperto di politica e che di solito mi fido poco dei giornali (“dicono solo il 15% della verità” mi dice un amico), spesso leggendo delle notizie strane anche per un profano come me è difficile non farsi delle domande! Dunque sabato mattina l’ansa riportava questa notizia:

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/11/25/la-consulta-boccia-la-riforma-madia-sulla-p.a._7e854cca-a4f3-4fc4-8f80-7415254d73d4.html

Per i pigri riporto due pezzetti che sintetizzano la questione: <<La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della riforma Madia sulla P.A. nella parte in cui prevede che l’attuazione della stessa, attraverso i decreti legislativi, possa avvenire con il semplice parere della Conferenza Stato-Regioni o Unificata. Secondo la Consulta, che si è pronunciata dopo un ricorso della Regione Veneto, è invece necessaria la previa intesa. La pronuncia di legittimità riguarda le norme relative alla dirigenza, partecipate, servizi pubblici locali e pubblico impiego>>.
Infine la dichiarazione del nostro: <<“Noi avevamo fatto un decreto per rendere licenziabile il dirigente che non si comporta bene e la Consulta ha detto che siccome non c’è intesa con le Regioni, avevamo chiesto un parere, la norma è illegittima. E poi mi dicono che non devo cambiare le regole del Titolo V. Siamo circondati da una burocrazia opprimente”. Così il premier Matteo Renzi, a Vicenza per un comizio a sostegno del sì, sulla decisione della Consulta alla riforma Madia.>>. Dunque, la corte costituzionale dice: lo stato deve trovare una intesa con le regioni! Renzi dice: a me non interessa trovare l’intesa, ma mi interessa solo un parere, poi faccio io. E mi domando: se la riforma costituzionale che voteremo passa, dove: 1. molte competenze passano dalle regioni allo stato (disposizioni generali e comuni sul governo del territorio; infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza; porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale) e 2. c’è una clausola di “supremazia statale” , avremo uno stato fortemente accentrato e statalista, esattamente quello che Renzi auspica! Per questo motivo voterò no: preferisco uno stato in cui le regioni siano libere di governare e dove lo stato aiuti gli attori che operano già sul territorio, senza passarci sopra ascoltando un parere. Anche perche l’ “intesa”, che immagino farebbe perdere tanto tempo a Renzi, sarebbe un luogo di dialogo e questo non mi dispiace, anzi. E infine dare spazio alle regioni e , di conseguenza, ai corpi intermedi sarebbe il modo migliore di dare spazio anche a chi nella socetà vive il cristianesimo sociale: renderebbe dunque la Chiesa più libera di vivere.

Occhione

Una risposta a “Intesa o parere?”

  1. A me sembra che: a) la sentenza riguardi solo un aspetto procedurale, non il contenuto sostanziale della legge Madia; b) se il 4 dicembre la riforma costituzionale viene confermata, d’ora in poi non occorrerà più l’intesa Stato-Regioni, ma per le leggi che le riguardano basterà il Sì (o il NO) del Senato; c) con la riforma costituzionale non occorrerà più l’unanimità delle Regioni sulle leggi che le riguardano e i loro rappresentanti si esprimeranno in Senato a maggioranza. Venendo poi meno tutta l’area delle competenze concorrenti dello Stato e delle Regioni verrà eliminato l’oggetto stesso al quale questa sentenza della Consulta si applica. Tenete conto che i governi che hanno subito di più i ricorsi delle regioni (Emilia Romagna e Toscana in testa) sono stati i governi Berlusconi e molti di quei ricorsi non hanno prodotto più democrazia, nè hanno reso il cristianesimo sociale più visibile. Infine, andate a vedere i dirigenti della Regione Molise e forse vi farete un’idea circa l’utilità della riforma Madia.

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