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La grande scommessa

Le primarie americane sono in corso e i giornali bene di tutto il mondo si affannano a dimostrare che Trump è un mostro. Trump non piace neanche a me perché ha idee nazionaliste troppo forti ed esclusive, che obiettivamente sono contro l’apertura e la solidarietà proprie – senza buonismi – del Cristianesimo. Tuttavia, pochi parlano del rischio Clinton. Per capirlo, bisognerebbe vedere un film da poco passato nei cinema, La grande scommessa. Spiega bene come è andata la vicenda della grande crisi economica in cui siamo ancora immersi: una società a delinquere tra banche che prestavano mutui senza garanzie, assicurazioni che ci scommettevano sopra, agenzie di rating cieche, agenzie di controllo governative sorde, giornali muti. I Clinton, sotto la cui presidenza il sistema si è sviluppato ed è cresciuto, sono i garanti di tutto questo, che gli Americani identificano con Wall Street e che nonostante le promesse Obama non è riuscito a cambiare. Votare Clinton significa dare la soluzione della crisi in mano a chi l’ha creata. Oltre ad avallare le scelte più liberal in termini di aborto, eutanasia, multiculturalismo relativista.
I veri anti-sistema non sono Trump e Clinton ma Cruz e Sanders. Sarebbe bello che alla fine arrivassero loro due, tanto per dimostrare al mondo che gli States sono i primi a sapersi sbarazzare dell’élite che hanno creato.

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