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La guerra di Internet

Le notizie più interessanti passano sovente in secondo piano. La grande battaglia, che rischia di cambiare le vite di tutti, si sta per giocare al Congresso americano dove l’amministrazione Trump vuole proporre nuove norme di mercato per Internet facendo finire la “neutralità della rete”. Ovviamente tutti i benpensanti si sono già scagliati contro la fine dell’uguaglianza “almeno nella rete”.
Le cose, come sempre, sono un po’ diverse. L’uguaglianza di adesso significa che tutti diamo gratis i nostri dati alle 5 grandi (Apple, Facebook, Amazon, Microsoft, Google) e che loro se li rivendono all’infinito facendo guadagni stellari.
La proposta, che riguarda l’America ma che facilmente si allargherà,  è invece che ognuno si abboni al provider che vuole, che avrà diverse tariffe a seconda dei servizi che offre. Per fare un esempio: uno si abbona a Tim e saprà che con Tim viene offerto Facebook ma non Twitter, o che avrà una velocità di dati X o Y a seconda di quanto paga. Saprà così a quali aziende sta concedendo i propri dati e potrà decidere i servizi di cui ha bisogno.
Silicon Valley è molto arrabbiata: se le cose funzionassero così perderebbero milioni di utenti, sopratutto adolescenti, che non potranno pagare o dovranno rassegnarsi a pagare a loro volta i provider diminuendo i propri utili.
Insomma, una rivoluzione, non del tutto negativa, di ritorno al mercato: si paga ciò che si vuole e a chi si vuole. Vedremo se ce la faranno a farla passare e se funzionerà.

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