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La PIAZZA, gli SLOGAN e GANDOLFINI

La piazza e gli slogan aizzanti la folla: è così che sempre abbiamo visto le varie manifestazioni, sempre o quasi contro qualcuno, sempre tesi contro qualcuno o qualcosa con slogan atti ad irretire gli animi dei manifestanti.
Gli slogan non spiegano, spesso o sempre strumentalizzano e mai ti fanno capire il fondo della questione. Al family day questo non è successo.
La piazza non è stata aizzata contro nessuno ma ha voluto rappresentare “la bellezza della famiglia, luogo dove si realizzano le personalità in relazione tra maschio e femmina, un uomo e una donna che si aprono alla trasmissione della vita e non c’è nulla di più grande di una creaturina all’interno della famiglia”.
Gandolfini ha parlato con la pacatezza, la semplicità e la chiarezza di un padre che spiega le cose al figlio e questo all’inizio della manifestazione, durante la presentazione degli ospiti e nel discorso finale dove appunto ha spiegato tutto entrando nel merito del decreto legge Cirinà con la calma di chi sa che le “foglie d’estate sono verdi”, che “due più due fa quattro”, che non si è contro le persone ma semmai contro le ideologie, che c’è qualcosa (io dico Qualcuno) che ci precede e quindi a “noi la battaglia e a Dio la gloria”.
Grande manifestazione di popolo, non credo ce ne siano state di uguali.

Pesce anarchico