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La surreale fase 2

La comunicazione del governo è stata pessima nel metodo e nel merito: niente su scuole, famiglie, messe. Ma anche niente su tamponi, test sierologici, organizzazione della sanità. 15 minuti su 30 dedicati alla vuota retorica paternalistica su come vivere e 15 minuti di indicazioni difficili da seguire e da capire (se uno fa attività motoria può andare dove gli pare; e quindi poi la polizia controllerà le abitazioni per vedere dove uno entra?). Il governo deve prendere decisioni e dare indicazioni precise e comprensibili, non si deve occupare di fare la morale ai cittadini.
Per quanto riguarda questi ultimi, hanno accettato con grande spirito di sacrificio la limitazione delle libertà costituzionali, ma hanno bisogno di sapere informazioni e indicazioni precise sulla propria salute e sul riacquisto della libertà. Lo stesso percorso ha fatto la CEI: ha accettato ogni limitazione per il bene dei fedeli ma è esplosa quando non è neanche stata presa in considerazione in una fase 2 che doveva essere di ripartenza.
In una parola: il governo sembra non rendersi conto della realtà e del punto di sopportazione che è stato già raggiunto da almeno una settimana. Prima di vedere i cittadini e la Chiesa imboccare la strada della disobbedienza civile, sarebbe meglio che il governo in questa settimana cambiasse l’impostazione surreale e facesse ritorno alla realtà, chiarendo decisioni e tempistiche, senza prediche.

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