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L’America e i cattolici

Continuiamo  il nostro coverage sulla politica americana. Come potete vedere, i giochi diventano sempre più cruenti mentre ci avviciniamo alla stretta finale. L’élite è riuscita a staccare da Trump la parte più perbene del partito repubblicano e ad allontanare i moderati sensibili al moralismo da sesso. Casualmente, dopo anni, poco probabili accusatrici hanno deciso di venire allo scoperto dopo il secondo dibattito dedicato per mezz’ora alle frasi sessiste di Trump.
Non è un caso perché Trump ha resistito nel dibattito e ha scatenato l’intero armamentario di accuse sui Clinton, dalla difesa fatta da Hillary a un presunto pedofilo nella sua gioventù da avvocatessa, agli scandali sessuali (ancora!) di Bill, alla corruzione con Wall Street (“dovresti finire in prigione” le ha detto).
Lo scontro è così affilato perché si configura ormai come quello tra élite perbene e resto del mondo. E i cattolici? Al solito divisi. Nella ricerca di vari indizi per un giudizio migliore, ecco che emergono le email dello staff di Hillary. Qui sotto le riassume un articolo del Catholic Herald. Lo staff della Clinton appoggia la formazione di un’associazione interna alla Chiesa cattolica per andare in direzione di una Chiesa democratica, dove ci siano donne prete, e prende in giro le idee tomiste (tra cui il concetto di sussidiarietà).
Se uno guarda alla libertà della Chiesa, si rende conto che alle élite i cattolici piacciono soltanto quando li possono forgiare a loro piacimento. Forse, nel duello finale, anche i cattolici potrebbero finalmente far sentire la loro voce.

http://www.catholicherald.co.uk/news/2016/10/12/clinton-campaign-chief-helped-start-catholic-organisations-to-create-revolution-in-the-church/

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