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Letture da spiaggia 1

Dopo l’incontro di Papa Francesco con i profughi a Lampedusa ho riletto “Mare al mattino”, breve romanzo che Margaret Mazzantini scrisse due anni fa, al termine dei tragici fatti di Libia che si conclusero con la morte di Gheddafi.
Il libro narra di due coppie madre-figlio e del loro dolore che, pur diverso per origine e situazioni, ha un denominatore comune di storia (gli ultimi quaranta anni della vita politica libica) e geografia (le due sponde del Mediterraneo).
Jamila, madre giovanissima di Farid, dopo aver perso il marito, ucciso dalla guerra, tenta di salvare il proprio bambino portandolo in Italia a bordo di uno dei tanti barconi della speranza.
Angelina, “tripolina” (gli italiani cacciati dalla Libia nel 1970, proprio all’inizio del regime di Gheddafi) mai integrata nella terra d’origine, prova a fare i conti con un passato di cui avverte ancora lo strappo, mentre accompagna il figlio Vito a diventare un uomo.
Le due storie scorrono parallele senza mai incontrarsi anche se, nel doloroso epilogo che vedrà il compimento del destino di Jamila e Farid, si completeranno diventando una sola.
Non so – non credo – se il libriccino della Mazzantini supererà il test del tempo, pure mi colpisce il modo che ha l’autrice di scrutare cuori e situazioni, costringendo il lettore a interrogarsi su fatti reali, che volentieri lascerebbe relegati ai quotidiani (e in trafiletti sempre più brevi).
Consigliato:

  • a chi non va in spiaggia (soltanto) per socializzare;
  • a chi non ha voglia, età o un numero di amici sufficiente per una partita di beach volley;
  • a chi non ama risolvere cruciverba e sudoku.

Precauzioni:

  • posizionare il lettino rigorosamente all’ombra e cospargersi di crema ad alto fattore di protezione (è praticamente impossibile interrompere la lettura prima della fine);
  • indossare occhiali da sole con lenti molto grandi (stile diva), soprattutto se si hanno figli dell’età di Farid.

Alice