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Letture da spiaggia 3

Ho riletto un po’ Pasolini, in questi giorni. Volevo liberarmi dalle tante parole vuote che circolano su famiglia, sessualità, gender, dalle assurde immagini della sequenza fotografica – in cui due gay canadesi abbracciano, commossi un neonato (il loro figlio) – che ha fatto il giro del mondo allo scopo di emozionare i lettori e convertirli alla causa della paternità e maternità omosessuale. E volevo liberarmene senza essere ideologica.
Pasolini ha sempre chiamato le cose con il loro nome. Non ha cercato comprensioni o sconti. E’ stato se stesso sempre, fino all’estremo, fino a una morte brutale e tragicissima. Com’è stato se stesso un altro grande del ‘900, Giovanni Testori – suo coetaneo e fratello nel dramma dell’omosessualità – che ha avuto il coraggio di percorrere la vita fino all’altro estremo, quello della conversione.
Ed è proprio Testori a scrivere, nei giorni immediatamente successivi alla morte di Pasolini:
«Sull’atroce morte di Pasolini si è scritto tutto; ma sulle ragioni per cui egli non ha potuto non andarle incontro, penso quasi nulla. Cosa lo spingeva, la sera o la notte, a volere, a cercare quegli incontri? … la coscienza e l’angoscia dell’essere nati e della solitudine che fatalmente ne deriva. La solitudine, questa cagna orrenda e famelica che ci portiamo addosso da quando diventiamo cellula individua e vivente… E si resta soli, prigionieri senza scampo, dentro la notte che è negra come il grembo da cui veniamo e verso il nulla verso cui andiamo; comincia a crescere dentro di noi un bisogno infinito e disperante di trovare un appoggio, un riscontro; di trovare un qualcuno, un qualcosa che ci illuda, forse solo per un momento, di poter distruggere e annientare quella solitudine».
Altri tempi, altre storie, altri uomini. Veri, perché innamorati della realtà e appassionatamente capaci di ragione e affezione!

Consigliati per la lettura in spiaggia:

  • Ragazzi di vita
  • Una vita violenta

Sono i primi romanzi, quelli più diretti e semplici (perché in seguito la scrittura di Pasolini diventa – a mio avviso – un po’ simbolica).

Consigliati vivamente (in spiaggia, alle ore indicate dai dermatologi o a casa, nei prossimi pomeriggi invernali):

  • Scritti corsari
  • Lettere luterane

Sono raccolte di articoli pubblicati dal Corriere della sera e da Il Mondo tra il 1973 e il 1975 (anno della morte). E’ impressionante verificare – a quarant’anni di distanza – l’acutezza di sguardo sulla realtà e la capacità profetica di Pasolini.

Alice