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LOCKDOWN, DIRITTO ALLA VITA E DIGNITÀ DELLE PERSONE

Durante questo lockdown abbiamo imparato un sacco di cose:

  • che è possibile vivere senza una “futilità necessaria” o un “superfluo indispensabile” come il calcio;
  • che in questo frangente, prevalendo gli aspetti della futilità e dell’inessenziale, il campionato deve essere interrotto e lo scudetto non deve essere assegnato;
  • che grazie al Covid-19 sta diminuendo l’inquinamento ed è l’apoteosi della “Sinfonia sull’Hararathttps://www.youtube.com/watch?v=aapR8C4Jruw (secondo il gesuita Padre Benedict Mayaki, infatti, “la natura si è ripresa una sorta di rivincita, tanto che in tante città si possono vedere il ritorno dei delfini e dei pesci nelle acque più limpide dentro e intorno a Venezia, oppure il miglioramento della qualità dell’aria a Hong Kong o in Cina così come le riduzioni generali delle emissioni di carbonio”);
  • che le messe in streaming per i cristiani stanno diventando una “normalità patologica”;
  • che ci sono tanti strumenti finanziari per affrontare l’emergenza, ma che non c’è accordo né in Italia e né in Europa su come utilizzarli;
  • , etc..

Abbiamo anche imparato, e molti se ne sono convinti, che il “Diritto alla Salute” e quindi il “Diritto alla vita” viene prima di tutti gli altri diritti: all’educazione, alla libertà di culto, al movimento, etc.; non ci fa più impressione che intere popolazioni vivano nel terrore, che tante famiglie siano chiuse nelle loro case, che amici e parenti muoiano soli negli ospedali o nelle RSA, che d’ora in poi guarderemo l’amico, il collega, l’estraneo come possibili infetti, che se non moriremo di coronavirus moriremo di fame. Stiamo sopportando tutto partendo dal presupposto che la cosa più importante sia la salvaguardia della vita umana.
Ad un certo punto, però, arrivano le dichiarazioni rilasciate al giornale tedesco Tagesspiegel dall’ex ministro delle Finanze della Germania Wolfgang Schäuble: “Politico della CDU, sposato, quattro figli e di fede luterana. Laureato in Economia e in Legge, dopo la caduta del muro negli anni della riunificazione, fu molto attivo nelle trattative che portarono alla fusione con la Repubblica Democratica e negli anni successivi, appoggiò il progetto di Helmut Kohl di adesione al progetto della moneta unica europea” (tratto da Wikipedia).
Durante l’intervista ha detto « è assolutamente sbagliato subordinare tutto alla salvaguardia della vita umana … Se c’è un valore assoluto ancorato nella nostra Costituzione, è la dignità delle persone, che è intoccabile. Ma questo non esclude che dobbiamo morire». A tal ultimo proposito potrebbe essere utile rivedere una famosa scena di un altrettanto famoso film: https://www.youtube.com/watch?v=eBP9QDSr0HI.
A parte gli scherzi, sinceramente non so come reagire di fronte alla posizione di Schäuble. Diciamo che mi sento un po’ confuso ed anche impaurito. Certo, è la Costituzione dei tedeschi e può non interessarci, ma è una cosa che avverto molto stridente.
Di fronte a tante discussioni sul coronavirus e sulle sue conseguenze, diciamolo pure, spesso superficiali, le affermazioni dell’ex ministro tedesco pongono una questione fondamentale ed un discrimine che chiederei anche ai filosofi del nostro mare di scrutare con attenzione e di darcene una chiara chiave di lettura.
È un SOS oceanico quello che lancio: Da cosa dipende la sacralità della vita umana? La vita è sempre degna di essere vissuta o tutto dipende dalle condizioni, dal contesto, dalle situazioni, dalle circostanze, dalle contingenze?

Pesce (ner)Azzurro