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L’odore della notte. Dalla morte … all’amore

Una delle tante gustose indagini del commissario Montalbano, ambientata nel sud della Sicilia, con la vicenda di due truffatori che con una società di investimenti hanno attinto ai risparmi di mezzo paese per poi scomparire improvvisamente. E’ un Montalbano malinconico quello che affronta questo caso, cosciente del tempo che passa, attraverso i piccoli segnali che l’oggi trasmette: il suo aiutante Mimì Augello sta per sposarsi; il pullover, regalo della compagna Livia, è stato da Salvo negligentemente rovinato in modo irreparabile; il violento sradicamento del “grande aulivo saraceno” ha reso solo un ricordo quella silenziosa e tranquillizzante presenza. Dalla malinconia alla nostalgia per un tempo passato che non ritorna, il passo è breve.

Ma stiamo parlando di un giallo e la chiave di lettura dei misteriosi omicidi è tutta nell’incapacità di alcune persone di accettare la realtà in cui si vive, il dramma silenzioso di ogni esistenza; percezione questa molto vivida anche nella quotidianità del Commissario. Il protagonista del dramma rifiuta di acconsentire ai cambiamenti che la vita impone, chiudendosi in un mondo tutto suo, e l’autore sembra dirci che in ciò risiede il peccato (o la salvezza) di ognuno di noi. L’odore della notte; la notte che cangia  odore sembra essere l’immagine di questo continuo cambiamento della realtà che dobbiamo percepire con i nostri sensi; di questo percorso di rinascita vissuto nei vari passaggi del romanzo fino a riscoprire la bellezza e la freschezza di ogni nuovo giorno: dallo “strano odore di frutta marcia, di cose che si disfacevano, all’odore leggero, fresco, d’erba giovane, di citronella, di mentuccia”.

Pesce Palla