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Love is a losing game?

L’altra sera ho visto il film “Amy” che documenta la vita di Amy Winehouse.  Amy è una ragazza londinese che muore a soli 27 anni dopo appena due album pubblicati. Ci si potrebbe chiedere perché girare un film sul suo conto, se non fosse che questa giovane era dotata di un immenso talento: in soli 5 anni viene da tutti riconosciuta come la star di riferimento della scena nu-soul contemporanea, e i confronti con i più grandi del passato si sprecano. Sotto i riflettori del mondo intero, incassa la bellezza di 5 grammy awards,  un successo mai riscosso in passato da un’interprete britannica. Eppure la sua vita  è caratterizzata dal disperato bisogno  di proteggersi da se stessa. Tutti vorrebbero trascorrere un minuto con lei, che invece fa di tutto per sfuggirsi. Nel film, ovviamente, non si svelano i retroscena di questo grande disagio interiore, se non superficialmente. Quello che però le immagini mostrano inequivocabilmente è che Amy non riusciva a smettere di difendersi dalla realtà, evadendo da essa con alcol e droga. Ho scoperto da un lato una ragazza molto ironica e intelligente con in dono una voce di una potenza e un controllo incredibili, dall’altro un corpo e un’indole fragile. La droga e l’alcol sono forse gli unici compagni “fedeli” in cui si butta per cercare un sollievo. Droga offertagli per la prima volta dall’uomo a cui affida tutta sé e per cui avrebbe detto  “mi sono innamorata di una persona per cui sarei morta”. Mi è sembrato che Amy cercasse di rendere felici tutti, la sua famiglia, i suoi amici, il suo uomo ma non riuscisse a rendere felice sé. Deve essere stato estenuante per lei. La sua vita è stata per me una sorpresa amara. Non sapevo neanche che i testi delle sue canzoni fossero così personali, quei versi in cui metteva dentro le sue angosce, i desideri, i fallimenti, il suo tormentatissimo universo emotivo. È in particolare in un pezzo, che lei fa una dedica delicata ma tragica dell’idea che lei ha dell’amore: Love is a Losing Game. Il pezzo si adagia su una melodia dolcissima e le parole struggenti raccontano di un amore di una donna per un uomo, un amore che sta terminando. Un amore in cui lei ha scommesso tutto, ma lui era un giocatore d’azzardo più bravo di lei e, come in una puntata alla roulette, il banco vince sempre: l’amore è un gioco a perdere.
Vedere questo documentario mi ha fatto sentire preferita. Evadere la realtà o sfuggire ad essa non aiuta ma quando le cose non vanno è davvero invitante come alternativa. Mi sento molto più simile a lei di quanto avessi immaginato.  Ringrazio Gesù che nella mia vita mi ha fatto incontrare chi mi sta accanto e mi aiuta a guardarla questa realtà. Resta l’ amarezza  per Amy.
L’intensità con cui canta questo brano è evidente. Ascoltatelo perché ne vale la pena.

Aquila di mare