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“L’ultima corsa per Woodstock”: la prima indagine dell’ispettore Morse

Lo scrittore Colin Dexter ambienta il suo romanzo di esordio nella provincia inglese degli anni ’70. L’autore dispensa a piene mani la sua profonda conoscenza del mondo accademico della cittadina di Oxford, condendolo con sprazzi di ironia britannica e accenni all’amata musica Wagneriana. L’ispettore Morse, il cui nome rimane un mistero che si protrae anche nei romanzi successivi, è lo stravagante protagonista, coadiuvato dal più che normale e simpatico sergente Lewis, di questa indagine che cerca di stabilire chi ha ucciso nei pressi di un pub una giovane ragazza. L’ispettore, nel ricostruire i vari pezzi del mosaico, risolve il caso come se fosse un cruciverba, portando avanti una lenta e metodica analisi dei fatti conosciuti, che poi, con geniali intuizioni, ricollega in una successione logica. Ad ogni quesito corrisponde una ed una sola parola che lo risolva. L’assassino non ha scampo e alla fine la Thames valley Police avrà nelle mani il colpevole.

Significativa e da approfondire è l’autoironia con cui Morse (quindi Dexter) giudica se stesso. L’ispettore dalla propria condizione di adulto guarda ai giovani e alla loro voglia di vivere, spesso espressa in una spontanea sensualità, senza censurare nulla del proprio giudizio umano, neppure le inquietanti sfumature della propria mente che sembra quasi sull’orlo della perversione.

Pesce Palla