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Matteo Renzi e le fake news

Concludendo l’annuale raduno alla Leopolda (a dire il vero quest’anno un po’ sotto tono dopo le batoste delle recenti elezioni amministrative e regionali) il leader del PD Matteo Renzi ha rilanciato la necessità di approvare una legge sulle cosiddette fake news (o “bufale”… come si dice nei nostri litorali…), oltre ad annunciare un elenco quindicinale delle “menzogne” propugnate dagli avversari politici.

A ben gurdare il tema non è nuovo né originale: se ne parla ormai da qualche anno, dopo le roboanti e inattese sconfitte delle élites benpensanti di varie latitudini: Brexit, presidenziali americane, referendum costituzionale italiano, etc.

Alcune semplici considerazioni, forse un po’ banali. Anzitutto è almeno curioso che la stessa cultura che ha negato per decenni ogni discorso sulla verità, tacciandolo come dogmatico e conservatore, ora cerchi di riappropriarsene.

In secondo luogo stupisce un po’ che si pensi addirittura di “imporre” la verità tramite una legge: un esito quantomeno bizzarro dopo anni di propaganda del libero pensiero e della libertà di opinione ad ogni costo.

C’è però una ulteriore osservazione da fare: anche se in modo strumentale e parziale la retorica sulla fake news richiama un ‘idea antica, quella cioè che senza alcuni fondamenti certi e condivisi è impossibile una convivenza e una coesione sociale. Insomma, ragionando in termini di filosofia politica, si comprende che il relativismo assoluto porta al caos, oppure alla dittatura: a ben vedere lo avevano già capito Thomas Hobbes e i critici della “società atea”  proposta da Pierre Bayle!

Peraltro affermare la verità, anche nella vita pubblica, è cosa più ardua e delicata che una lista di proscrizione quindicinale delle menzogne delle varie propagande di partito e nemmeno aride definizioni: chi se ne intendeva secoli fa – come Tommaso d’Aquino – diceva che la verità è “adaequatio rei et intellectus”, il che riguarda al contempo l’attinenza dei giudizi ai fatti reali e incontrovertibili della vita così come il buon senso comune, spesso irriso proprio dai benpensanti oggi così attenti a difendere le loro ‘verità’. Forse anche per questo in molti casi gli esiti elettorali sorprendono analisti e sondaggisti: vedremo cosa accadrà a marzo…

Pesce pilota