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Naman Tarcha e la Siria

L’avete visto anche voi, vero? L’abbiamo visto tutti affondare, quel barcone carico di mezzo migliaio di profughi siriani. Quasi tutte famiglie di medici di Aleppo. Affondare e trascinare sott’acqua oltre la metà di loro, 200 adulti e 60 bambini. Un servizio de L’Espresso di qualche giorno fa racconta la triste vicenda dell’ottobre 2013 a poche miglia a largo delle coste italiane. Chiesero aiuto, ripetutamente, per ore, ma non furono ascoltati. Scappavano dalla guerra, quella vera, ma affogarono nel mare nostrum. Da allora le regole sono cambiate, anche grazie al loro martirio: porte aperte a tutti. E oggi di profughi ne sbarcano tanti, troppi (solo il 5% di quelli che arrivano scappa dalla guerra), e i siriani son sempre meno. Per loro iniziò tutto, ma ora l’ascensore lo prendono altri. Mi son sempre chiesto: ma dove sono i siriani? Perché non raccontano loro come sono andate, come vanno le cose laggiù? Perché non ho mai sentito l’intervista di un siriano? Perché sono sempre i più deboli e indifesi, i più poveri tra i poveri, i più profughi tra i profughi, a portare il fardello più pesante, a ritrovarsi imbavagliati e soffocati? Non me ne farò mai una ragione. Ma stasera ho incontrato un giornalista, siriano, che non ci sta a farsi imbavagliare. Non vuole lasciare che sul suo popolo proliferino fake news. Le bombe chimiche di Assad? Tutte balle per giustificare l’attacco missilistico di Trump. E come mai nessuno parla della processione mariana che qualche giorno fa ha coinvolto centinaia di cristiani, alla luce del giorno, e della consacrazione di Aleppo alla Vergine di Fatima? E perché l’Unione europea ha bannato i canali tv siriani dal satellite europeo? Assad non è un mostro! C’è in corso una sistematica manipolazione dell’informazione, costruita a tavolino da qualcuno. Ora non voglio entrare nelle dietrologie, non mi interessa. Voglio solo sapere di chi posso fidarmi! “Se non hai letto il giornale, sei disinformato. Se l’hai letto, sei male informato” (Mark Twain). Ma allora a quali fonti attendibili posso attingere senza temere depistaggi? La sua risposta: fidati dei giornalisti che ci sono stati davvero in Siria. Alberto Negri, Sebastiano Caputo, Naman Tarcha, Alessio Romenzi. Da oggi inizierò a fare più attenzione a chi scrive cosa. Grazie dell’imbeccata Naman.

Nautilus