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Navigando per mari africani

Girando per il continente africano tra Kenya e Tanzania, abbiamo solcato alcuni mari per noi inesplorati. Mari di grandi contraddizioni: bellezze naturali immense e selvagge, orizzonti sconfinati da grande respiro di libertà, leoni, giraffe, elefanti e ippopotami, una miriade di colori e sfumature inenarrabili, che convivono fianco a fianco con baracche di lamiera e terra, puzza e disordine, strade di fango e uno sconfinato bisogno umano, ancor prima che economico.
Abbiamo passato due giorni molto intensi con alcuni cari amici che vivono e lavorano a Nairobi: due giorni pieni di amicizia, che ci hanno aperto una ferita ed uno struggimento profondo. Ci hanno accompagnato a visitare la Little Prince Primary School, una scuola primaria (fondata e gestita da questi amici) che si trova nella baraccopoli di Kibera, nel cuore di Nairobi. In questo slum, uno dei più grandi del mondo, vive un milione di persone, un quarto della popolazione della capitale keniota. Più di 350 bambini ogni mattina escono dalle loro casette di fango ed entrano nella loro bellissima scuola blu e gialla.
Ripensando a quello che abbiamo visto e sentito in questi giorni, ci è tornato in mente il principio della libertas ecclesiae, di cui spesso parliamo come criterio di giudizio per la politica e la vita comune. Guardare come la vita dei bambini della Little Prince e dei loro genitori si impasta con quella dei nostri amici, e vedere cosa questo genera in termini di bellezza vissuta e testimoniata, intelligenza, creatività, capacità di voler bene, è sorprendente e non ha paragone con i soli aiuti umanitari (comunque utili) che arrivano in questi contesti. È evidente che sostenere tutto il bisogno con cui ci siamo scontrati (anche se in modo indiretto e parziale) vuol dire innanzitutto sostenere lì la presenza dei nostri amici cristiani, con tutte le nostre forze.
Certamente questo possiamo dirlo dal di dentro di un’esperienza cristiana adulta, riconoscendo quei tratti e quelle caratteristiche che solo il cristianesimo è in grado di generare, ma possiamo anche dirlo guardando quello che capita quando si lascia spazio di impegno e di costruzione ai cristiani nel mondo. Quella presenza diventa fattore di costruzione per tutti. Come per un gruppetto di mamme dello slum di Kibera, che ha deciso di mettere da parte dei soldi e prendere in affitto un locale per avviare una sartoria: oggi, in autonomia, cuce i grembiuli per tutti i bambini della Little Prince.

Razza & Donzella