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NOI FACCIAMO CIO’ CHE CI FA STARE BENE

Ultimamente, io ed altri amici pesci di questo stesso mare ci incontriamo più o meno settimanalmente per raccontarci quello che ci accade. Durante una delle nostre cene, tra buon cibo e ottimo vino, raccontandoci di situazioni personali, affettive e lavorative un po’ stressanti che ci fanno stare male, uno di noi ha detto: “Perché dobbiamo stare male? Voglio stare bene! Io comunque quando ci vediamo sto bene!” (in vino veritas).
A questa affermazione mi è venuto spontaneo rispondere: “Lo dice anche Caparezza, bisogna fare ciò che ti fa stare bene!”.
Cosi, tornando a casa ho riascoltato la canzone e, prendendo spunto da questa, mi sono venute in mente alcune domande e considerazioni sull’argomento.
Che cos’è il mio bene? Come faccio a raggiungerlo?
Nella canzone Caparezza dice essenzialmente due cose: che c’è bisogno di un motivo che ci faccia stare bene e che dia un senso a tutti quei drammi, lamentele, pesantezze varie della vita e non faccia vincere la rabbia. Questo mi ha fatto pensare che il mio Bene è avere qualcosa che salvi tutto della mia vita dandogli valore. Ma come ci posso arrivare? La risposta è nella compagnia di questi amici pesci che mi aiutano a giudicare quello che accade. A quel punto basta stare attaccati ad un’amicizia così  e iniziamo a fare ciò  che ci fa stare bene! Ovviamente la fatica resta, ma c’è un gusto diverso nell’affrontare la vita.
E posso anch’io dire: chi se ne sbatte di diete famose, di strisce nel cielo e di banche (perché non sono queste cose a determinarmi) e quindi scelgo un coro come Mariele Ventre che mi faccia star bene sempre!
Quindi, cari amici, siete il mio Coro dell’Antoniano!

Bavosa