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Obama e la riforma della sanità. Le solite confusioni sul termine “libertà”

No doubts: la riforma obamiana della sanità approvata oggi è un bene.
Tutti gli americani dovranno avere obbligatoriamente almeno un’assicurazione minima.
Non si tratta di un sistema di mutua come quello italiano. Siamo molto lontani da ogni welfare che nasca da idee socialdemocratiche. Obama voleva farlo ma non ci è andato neanche vicino. Il meglio che è riuscito ad ottenere è che le assicurazioni (un trust potentissimo) accettino di avere una polizza minima da offrire a tutti, facendola pagare 1000 dollari al cittadino. Il resto lo metterà lo Stato.
La riforma è stata criticatissima. Ma a parte gli aspetti più americani per cui c’è sempre sotto la battaglia Stati singoli vs. Stato federale (molti dicono che non vogliono che sia lo Stato centrale a fare la riforma ma che essa spetti ai singoli Stati), la questione centrale è quella della libertà.
La resistenza alla riforma avviene perché secondo la concezione americana di libertà non c’è un bene a cui è giusto essere obbligati. Nelle parole di un mio amico fieramente republican: “perché uno dovrebbe spendere 1000 dollari per assicurarsi, se invece preferisce comprare un nuovo televisore al plasma?”
Ma la libertà è solo libertà di scelta? Nella tradizione cattolica la libertà ha anche un’altra accezione: la libertà è in grado minore “scegliere” e, in grado maggiore, “aderire al bene”.
La riforma dice che lo Stato si prende la briga di decidere che la salute è un bene anche se uno non la vuole e, pertanto, si è liberi quando vi si aderisce.
Un altro discorso è l’HHS mandate (il decreto che obbliga tutti a inserire la contraccezione nelle assicurazioni di lavoro; ma è indipendente dalla riforma) che considera tra i “beni” fondamentali anche la contraccezione. Qui ovviamente la Chiesa non è più d’accordo perché si considerano l’amore e il sesso come finalizzati al puro piacere e non come aperti alla generazione. Il problema non sta tanto nel fatto che lo Stato obblighi a qualcosa che ritiene un bene, ma nel considerare la contraccezione un bene. Paradossalmente con questa decisione si inficiano le considerazioni che rendono giusta l’altra: perché la salute è un bene se non per permettere la vita? E perché invece dovrebbe essere un bene qualcosa che impedisce la vita?

Torpedine