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Oggi si dimette Napolitano

Oggi si dimette Napolitano. Osanna generale per il senso di responsabilità ammirato dall’intellighenzia radical-chic, dai vecchi uomini di sinistra, dai vecchi liberali, dai giovani renziani, dai cattolici sempre più in crisi di identità sociale. Non piangerà Grillo né Crosetto. Stavolta, non piangerò neanch’io. Sfortunatamente, da Cossiga in avanti, i presidenti della Repubblica hanno abbandonato il ruolo di garanti e sono diventati invece la voce e il braccio delle mentalità che devono dominare.
Napolitano ha interpretato questo ruolo in modo perfetto: è stato il Presidente che ci ha fatto dichiarare guerra alla Libia (con conseguenze disastrose) a parlamento contrario, che ha preso la decisione fatale su Eluana Englaro contro ogni prudenza (se non si sa, si lascia stare), che ha fatto tre simil-golpe consecutivi (Monti-Letta-Renzi) senza far votare. Il tutto tra una frase sulla sobrietà e una sulla responsabilità. A nome di chi abbia agito, non lo so, ma no, non piangerò.
Il prossimo? Chiunque non sarà peggio. Chiederei solo che ci vengano risparmiate le prediche.
Torpedine