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Il Papa dei gesti e l’unità dei cristiani

A Lesbo il Papa ha compiuto un gesto, cioè un’azione che porta un significato. Il gesto è stato preciso e inequivocabile: i migranti sono persone e come tali vanno guardati perché ogni essere umano è unico e irripetibile in quanto rapporto con Dio. L’abbraccio è stato compiuto insieme ai primati ortodossi di Costantinopoli e di Grecia, padrone di casa con il quale i rapporti della Chiesa Cattolica non sono sempre stati idilliaci. Ieri i tre hanno sottolineato che l’unità dei cristiani è un’azione piena di significato e non un tortuoso dialogo intellettualistico.
Nel suo discorso e poi nell’intervista in aereo il Papa ha ricordato che ciò non significa non capire la paura degli europei e, subito dopo, che l’accoglienza deve essere responsabile, cioè che deve essere fatta nella misura in cui l’integrazione è possibile – altrimenti si creano ghetti – e soprattutto che bisogna risolvere i problemi dei posti da cui la gente scappa. Insomma, un gesto pieno di ragionevolezza, al di là di ogni strumentalizzazione.

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