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PIÙ FORTE DI TUTTO

Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio del suo seno?”

Mi sono imbattuta in un bel bambino, ora affidato ad una amorevole famiglia.

I suoi genitori naturali non avevano problemi di droga o di alcool, non erano carcerati, latitanti, depressi o ragazzini confusi.

Semplicemente si sono dimenticati di lui, l’hanno lasciato e non lo cercano.

Mentre lo guardavo giocare divertito, mi ha colto una fitta al cuore per la coscienza che gli verrà di essere stato abbandonato, di non essere stato voluto; e, per i genitori, quell’altrettanta coscienza che forse verrà – che forse è già venuta – di non essere capaci di crescerlo e di amarlo, tanto da pensare sia meglio che lo faccia qualcun altro.

Era la festa della Trinità, la festa di un rapporto misterioso che sta nel profondo dell’essere di ciascuno di noi, che fonda ogni rapporto ed è speranza per ogni amore. Più forte – viene da domandare – anche dell’abbandono più terribile, anche dell’incapacità più misera.

Se anche questa donna si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai”

(Isaia 49,15)

Sirenetta