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Populismo, sai cos’è?!

L’accusa top della settimana in questa campagna più agricola che elettorale è “Sei un populista!”.

Pare che tutti amino scagliare questa frase contro tutti i propri avversari. Però se piace a tutti, tutti lo dicono a tutti, quindi tutti sono populisti? Oppure tutti non sanno il significato della parola populismo?

Il primo sintomo sta nel fatto che ho utilizzato per ben 7 volte la parola “tutti” già nelle prime righe dell’articolo. Il secondo sintomo è che non c’è nessun altro sintomo, perché molte volte il populismo agisce senza manifestazioni evidenti, sembra tutto normale e i suoi effetti si possono vedere solo dopo molto tempo.

Io spiegherei il populismo con i due concetti di popolo e di Stato.

Secondo il populismo il popolo ha sempre ragione, perché nella sua completezza, nella maggioranza indiscutibile di se stesso, il popolo ha il diritto e il potere esclusivo di essere portatore di valori totalmente positivi: tutti possono decidere per tutti e su tutto. Sul pianeta Terra a decidere è lo Stato, ma se per il populismo può decidere solo il popolo ne consegue che Stato e popolo coincidano. Questa è una defezione: da qui nasce lo statalismo, lo stato mammona cioè la condizione per cui il popolo rappresenta se stesso e parla a se stesso senza nessun intermediario virtuoso, in cui il popolo non ha più la capacità di generare personaggi carismatici a cui affidarsi. Tuttavia il popolo sceglie uno (un uomo, un partito, una setta…) che gli dica ciò che vuole sentirsi dire, senza un giudizio critico sul bene comune perché non esiste più giusto e sbagliato, esiste solo ciò di cui il popolo pensa di aver bisogno (visto che il popolo ha sempre ragione).

Invece un popolo in quanto tale dovrebbe appartenere a qualcosa, seguire qualcuno che sia ontologicamente distinto da sé. Io riuscirei a farvi un elenco di almeno 5 miei amici (quindi che sono persone che non sono io) che posso riconoscere come migliori di me, che stimo e che sceglierei per rappresentarmi in un governo che lavori per uno Stato migliore di quello che riuscirei a costruire da solo con i miei valori e le mie idee.

In fondo è una questione di metodo: da una parte c’è un popolo che rivendica i propri valori attraverso lo statalismo, dall’altra c’è un popolo che mette in azione i propri valori attraverso i corpi intermedi; da una parte si soddisfano i bisogni, dall’altra si creano le opportunità.

Dunque dichiaro aperta la caccia ai NON populisti: se li trovate cancellateli con una X il 4 marzo!

Anguilla